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«La radice del male» di Adam Rapp, tra saga familiare e noir

Un romanzo che scava nei segreti di una famiglia americana, i Larkin, rivelando come il bigottismo e gli abusi possano corrodere anche le fondamenta più solide.
  • La radice del male di Adam Rapp, pubblicato da NN Editore, parla delle dinamiche complesse e spesso oscure che si celano dietro la famiglia normale.
  • Nel romanzo, la saga dei Larkin si snoda dal 1951 al 2010, offrendo uno spaccato di storia americana attraverso le vicende di una famiglia della media borghesia.
  • Il personaggio di Alec emerge come simbolo del fallimento del sogno americano, poiché intraprende una spirale di autodistruzione che lo porta a compiere atti di violenza sempre più gravi.

Il nuovo romanzo di Adam Rapp, La radice del male, pubblicato da NN Editore nel giugno 2025, sviluppa le dinamiche complesse e spesso oscure che si celano dietro la facciata di una famiglia apparentemente perbene. L’estate del 1951 a Elmira, New York, fa da sfondo all’inizio di una saga familiare che si estenderà per quasi sessant’anni, dal 1951 al 2010. Al centro della scena troviamo i Larkin, una famiglia della media borghesia americana, profondamente radicata in una fede cattolica intransigente. Il che è tipico di una certa mentalità made in Usa – basti pensare ai bestseller di Dan Brown – che tende ad attribuire al cattolicesimo colpe che vanno ricercate invece nell’impronta puritana dei padri pellegrini.

La radice del male nella famiglia Larkin

Il romanzo si articola attraverso una serie di salti temporali, che permettono al lettore di seguire le vite dei cinque figli Larkin: Myra, Lexy, Fiona, Joan e Alec. Myra, infermiera, si fa carico del figlio Ronan, mantenendo un legame, seppur fragile, con i suoi fratelli. Lexy, donna in carriera, incarna il successo borghese. Fiona, spirito ribelle, rifiuta le convenzioni sociali. Joan, con un ritardo cognitivo, rimane legata ai genitori. Infine, Alec, il più tormentato, porta con sé il peso di abusi infantili e l’indifferenza materna.

Parallelamente alle vicende familiari, una serie di eventi misteriosi scuote la comunità: sparizioni, atti di violenza e l’arrivo di cartoline anonime indirizzate ai Larkin. Questi elementi contribuiscono a creare un’atmosfera di suspense e inquietudine, sollevando interrogativi sulle radici del male e sulla sua capacità di infiltrarsi anche nelle famiglie più insospettabili.

Il romanzo non si limita a narrare le vicende dei Larkin, ma offre anche uno spaccato della storia americana, toccando temi come la guerra del Vietnam, il bigottismo religioso e la crisi dell’AIDS. La narrazione, pur frammentata, risulta scorrevole e coinvolgente, grazie alla capacità dell’autore di essenzializzare gli eventi e di concentrarsi sui momenti chiave della vita dei personaggi.

Cosa ne pensi?
  • Un romanzo potente che esplora le dinamiche familiari complesse... ❤️...
  • La narrazione frammentata rende difficile l'immersione nella storia... 😕...
  • E se il vero male fosse l'incapacità di comunicare? 🤔......

Il sogno americano infranto

La radice del male è un’opera che scava a fondo nella psiche dei personaggi, rivelando le loro fragilità, i loro segreti e le loro aspirazioni. Il sogno americano, promessa di felicità e successo, si infrange contro la realtà di una società intrisa di violenza e disuguaglianze.
La figura di Alec emerge come il simbolo di questo fallimento. Vittima di abusi e abbandonato dalla sua famiglia, Alec intraprende una spirale di autodistruzione che lo porterà a compiere atti di violenza sempre più gravi. La sua storia è un’accusa contro un sistema che non riesce a proteggere i più vulnerabili e che spesso li spinge verso l’abisso.

Il romanzo si sofferma anche sul tema della salute mentale, attraverso la figura di Ronan, il figlio di Myra, che soffre di una grave crisi psicotica. La sua malattia mette in luce le difficoltà che le famiglie devono affrontare quando un membro è affetto da disturbi mentali e la mancanza di risorse e supporto da parte del sistema sanitario.

La radice del male, un romanzo corale

Adam Rapp costruisce una narrazione corale, in cui ogni membro della famiglia Larkin ha una voce propria e una prospettiva unica sulla realtà. Il lettore è invitato a entrare nel mondo interiore dei personaggi, a comprendere le loro motivazioni e a condividere le loro sofferenze.

La caratterizzazione dei personaggi è uno dei punti di forza del romanzo. Myra incarna la forza e la resilienza, Alec l’ombra del passato, Lexy e Fiona la fuga dalle radici, Ava il peso del bigottismo. Ognuno di loro è un tassello di un mosaico complesso e sfaccettato, che rappresenta la famiglia americana nella sua interezza. Non solo.

All’inizio del romanzo, un episodio inquietante getta il lettore in una dimensione quasi da thriller: una giovane ragazza accetta un passaggio da un individuo che si spaccia per un celebre atleta, e quella stessa notte si verifica un brutale omicidio. Tuttavia, questa componente si attenua progressivamente, lasciando il posto a una narrazione più intima e introspettiva. Ecco perché La radice del male non è un semplice romanzo di genere, ma un’opera che affronta temi universali come la famiglia, la colpa, la solitudine e la possibilità di ricominciare.

Per orientarsi fra testo e contesto

La radice del male si presenta come un testo complesso e stratificato, capace di intrecciare la saga familiare con elementi di thriller psicologico e di critica sociale. Attraverso la storia dei Larkin, Rapp parla delle zone d’ombra della società americana, mettendo in discussione il mito del sogno americano e indagando sulle radici del male che si annidano tra le mura domestiche.

Il romanzo si distingue per la sua capacità di creare personaggi autentici e sfaccettati, ognuno con le proprie fragilità e contraddizioni. Il racconto corale, che alterna le voci dei diversi membri della famiglia, permette al lettore di entrare in profondità nel loro mondo interiore e di comprendere le loro motivazioni.

Fra le opere che affrontano temi simili, si possono ricordare quelle di Joyce Carol Oates, Dennis Lehane o Jonathan Franzen. Questi autori, come Rapp, sono capaci di scavare a fondo nella psiche dei personaggi e di raccontare storie che aiutano a comprendere meglio la complessità della condizione umana.


Articolo ibrido frutto dell’AI, ma revisionato da un essere umano.(scopri di più)
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