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Viareggio-Rèpaci 2026

Premio Viareggio-Rèpaci 2026: ecco i finalisti nelle tre sezioni

Annunciate le terne finaliste per le sezioni Narrativa, Poesia e Saggistica del certame giunto alla novantasettesima edizione. Il 24 luglio la proclamazione dei vincitori.
  • La giuria del Premio Viareggio-Rèpaci ha selezionato per il 2026 le terne finaliste tra oltre 80 opere.
  • Nella Narrativa concorrono autori come Mattia InsoliaEleonora Marangoni e Anna Voltaggio.
  • Per la Saggistica sono in lista Pierluigi Battista, Claudio Giunta e Filippo La Porta.
  • I finalisti della sezione Poesia sono: Francesca Mannocchi, Davide RondoniPatrizia Valduga.

Il 28 maggio sono state annunciate le terne finaliste delle sezioni Narrativa, Poesia e Saggistica del Premio Viareggio-Rèpaci 2026. Giunto alla novantasettesima edizione, il premio letterario vede come presidente della giuria Paolo Mieli, e come vicepresidente lo scrittore e poeta Leonardo Colombati. Tra i vari membri della giuria, ci sono poi Luca Alvino, poeta di riconosciuto talento, Maria Pia Ammirati, dirigente televisiva, scrittrice e giornalista, Camilla Baresani, scrittrice e insegnante, Giorgio Biferali, scrittore e insegnante, Maria Borio, poetessa, Gabriella Buontempo, produttrice cinematografica, Diamante D’Alessio, giornalista, Francesca Ferrandi, autrice, Costanza Geddes da Filicaia, docente di Letteratura italiana contemporanea, Emma Giammattei, docente di Letteratura italiana, Luciano Luciani, professore e giornalista, Mirella Serri, docente di Letteratura e giornalismo, e Alice Urciuolo, scrittrice e sceneggiatrice.

Narrativa: Insolia, Marangoni, Voltaggio

Tra oltre ottanta opere, la sezione narrativa del Premio Viareggio-Rèpaci 2026 ne ha selezionate tre.

Mattia Insolia concorre con La vita giovane (Mondadori), un romanzo che parla delle dinamiche spesso contraddittorie delle nuove generazioni, alle prese con la precarietà esistenziale e la ricerca di un’identità in un mondo in rapida trasformazione. L’opera di Insolia si distingue per la sua capacità di raccontare con lucidità e sensibilità le difficoltà e le aspirazioni dei giovani attraverso un ritratto vivido e realistico della loro condizione.

Eleonora Marangoni è in lizza con L’imperdibile (Feltrinelli), un romanzo che affronta il tema della memoria mediante la storia di una protagonista alla ricerca delle proprie radici e del proprio posto nel mondo. Marangoni intreccia sapientemente passato e presente, creando una narrazione che invita il lettore a interrogarsi sul significato del ricordo e sulla sua influenza nella costruzione della propria identità.

Completa la terna Anna Voltaggio con La santa degli altri (Neri Pozza), un romanzo che si concentra sulle dinamiche familiari e i segreti del passato lungo la storia di una donna che si trova a fare i conti con le proprie origini e con le scelte compiute dai suoi antenati. Voltaggio costruisce un racconto intenso che si dipana fra temi delicati come il perdono, il rimpianto e la ricerca della verità dentro lo spaccato della società contemporanea.

Saggistica: Battista, Giunta, La Porta

Nella sezione saggistica del Premio Viareggio-Rèpaci 2026 ecco i tre libri che concorrono.

Pierluigi Battista partecipa con Il professore ebreo perseguitato due volte. Tullio Terni e l’ipocrisia italiana (La Nave di Teseo), un’opera che ripercorre la vicenda umana e professionale di una figura emblematica della cultura italiana del Novecento, vittima delle leggi razziali e dell’indifferenza di una parte della società. Battista analizza con rigore storico e lucidità critica le responsabilità individuali e collettive di un’epoca buia della nostra storia, invitando il lettore a riflettere sulle conseguenze devastanti dell’intolleranza e del pregiudizio. Il saggio di Battista si distingue per la sua capacità di coniugare la ricostruzione storica con una profonda riflessione etica e politica.

Claudio Giunta è in concorso con Il pop e la felicità (Mondadori), un saggio che analizza le illusioni e le promesse che il mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento ci offre. Giunta affronta con ironia e intelligenza un aspetto centrale della società contemporanea, suggerendo al lettore di interrogarsi sul significato autentico della felicità e sulla sua compatibilità con i modelli consumistici e superficiali che ci vengono proposti. Il libro di Giunta si caratterizza per uno stile brillante e accessibile, capace di stimolare la riflessione senza rinunciare al rigore intellettuale.

Completa la terna Filippo La Porta con Elogio della vita ordinaria (Il Saggiatore), un’opera in cui l’autore si contrappone alla frenesia e alla superficialità del mondo contemporaneo, proponendo un modello di vita più autentico e consapevole, basato sulla valorizzazione dei rapporti umani, sulla cura del territorio e sulla riscoperta del tempo libero. Il saggio di La Porta si distingue per la sua capacità coniuga la riflessione filosofica con la concretezza dell’esperienza personale, fino a poter diventare uno spunto di riflessione per chiunque voglia migliorare la propria qualità di vita.

Poesia: Mannocchi, Rondoni, Valduga

Anche la sezione poesia del Premio Viareggio-Rèpaci 2026 presenta tre voci.

Francesca Mannocchi è finalista con Crescere, la guerra (Einaudi), una raccolta di versi che affronta il tema della guerra e delle sue conseguenze devastanti sulla vita delle persone, con particolare attenzione all’esperienza dei bambini. Mannocchi utilizza un linguaggio crudo e diretto, ma allo stesso tempo poetico e commovente, per denunciare le atrocità della guerra e per dare voce a chi non ha voce.

Davide Rondoni concorre con Sette canti contro lo Scontento (Garzanti), una raccolta che si inoltra nello smarrimento esistenziale e nella ricerca di senso in un mondo sempre più complesso e incerto. Rondoni utilizza un linguaggio ricercato e raffinato, ma allo stesso tempo coinvolgente, per spingere il lettore a interrogarsi sul significato della vita e sulla sua bellezza, nonostante le difficoltà e le sofferenze.

Completa la terna Patrizia Valduga con Lacrimae rerum (Einaudi), una raccolta di versi con al centro i concetti di dolore e di perdita. La forza espressiva della poesia di Valduga riesce a suscitare emozioni intense nel lettore, portandolo nei meandri della condizione umana.

Per orientarsi fra testo e contesto

Giovedì 23 luglio, in Piazza Mazzini a Viareggio, gli autori finalisti avranno l’opportunità di presentare le loro opere al pubblico, dialogando con la giuria e condividendo le proprie riflessioni. La serata finale, prevista per venerdì 24 luglio alle ore 21, sarà il momento culminante della manifestazione, con la proclamazione dei vincitori per ciascuna sezione e l’attesa designazione del vincitore della sezione Narrativa del Premio Viareggio-Rèpaci 2026.

L’edizione 2025 ha visto come vincitori nelle tre categorie:

Diego De Silva (Narrativa) con I titoli di coda di una vita insieme (Einaudi);

Ernesto Galli della Loggia (Saggistica) con Una capitale per l’Italia (Il Mulino);

Mariangela Gualtieri (Poesia) con Ruvido umano (Einaudi).


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