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- La sestina finale del Premio Strega 2026, anziché la tradizionale cinquina, è stata annunciata il 4 giugno 2026 a Benevento.
- Michele Mari con I convitati di pietra (Einaudi) si posiziona in testa con 280 voti, dopo aver vinto il Premio Strega Giovani.
- La serata finale si terrà l’8 luglio 2026 in Piazza del Campidoglio a Roma, un cambio di location rispetto al Ninfeo di Valle Giulia.
Il 4 giugno 2026, al Teatro Romano di Benevento, è stata svelata la sestina finalista dell’ottantesima edizione del Premio Strega, il più prestigioso riconoscimento letterario italiano. L’annuncio ha rivelato i sei titoli che si contenderanno la vittoria finale, in un’edizione che la presidente del comitato direttivo, Melania Mazzucco, ha definito “una annata buona”, caratterizzata da una selezione particolarmente “difficile” e dal ritorno in auge del romanzo puro, affiancato da una notevole varietà di generi narrativi.
La presenza di una sestina, anziché della tradizionale cinquina, è un dettaglio significativo, reso possibile dall’applicazione dell’articolo 7 del regolamento, che mira a promuovere la bibliodiversità e a garantire una rappresentanza anche agli editori medi e piccoli. Questo meccanismo, già adottato in edizioni precedenti come quella del 2024, sottolinea l’impegno del Premio nel valorizzare l’intero spettro dell’editoria italiana, riconoscendo il merito anche al di fuori dei grandi gruppi editoriali.
La sestina del Premio Strega 2026

In cima alla classifica provvisoria, con un notevole distacco, si è posizionato Michele Mari con il suo romanzo I convitati di pietra (Einaudi), proposto da Vittorio Lingiardi, che ha raccolto ben 280 voti. Il successo di Mari non è affatto inatteso, avendo già conquistato il Premio Strega Giovani (era successo lo stesso l’anno scorso per L’anniversario di Andrea Bajani). Qui una giuria formata da giovani tra i 16 e i 18 anni, provenienti da 114 istituti scolastici secondari di secondo grado sia in Italia che all’estero, lo aveva già incoronato vincitore. Questo doppio riconoscimento evidenzia la capacità dell’opera di Mari di dialogare con un pubblico ampio e intergenerazionale, un aspetto cruciale per la rilevanza di un’opera nel panorama letterario moderno. La sua prosa, spesso descritta come colta e magnetica, sembra aver catturato l’attenzione sia dei lettori più giovani che della giuria più esperta.
Al secondo posto, con 242 voti, si è classificato Matteo Nucci con Platone. Un idillio sentimentale (Feltrinelli), caldeggiato da Giancarlo De Cataldo. L’opera di Nucci promette di esplorare la profondità del pensiero filosofico platonico intrecciandolo con le dinamiche universali dei sentimenti umani, un approccio che suggerisce una fusione tra saggistica e narrativa, capace di rendere accessibili concetti complessi attraverso la lente dell’esperienza personale. Questo tipo di narrativa, che unisce rigore intellettuale e risonanza emotiva, è particolarmente apprezzato in un’epoca in cui il pubblico cerca opere che possano offrire sia spunti di riflessione che un coinvolgimento empatico.
Il terzo gradino del podio è stato occupato da Bianca Pitzorno con La sonnambula (Bompiani), proposta da Roberta Mazzanti, che ha ottenuto 195 preferenze. La Pitzorno, figura di spicco della letteratura italiana, ha dimostrato ancora una volta la sua inesauribile e raffinata capacità narrativa, consolidando la sua posizione come autrice capace di creare mondi complessi e personaggi indimenticabili. La sua assenza alla serata di Benevento, dove è stata rappresentata dalla sua editor, non ha minimamente scalfito l’entusiasmo per la sua opera.
A seguire, con 184 voti, troviamo Teresa Ciabatti con Donnaregina (Mondadori), proposta da Roberto Saviano. La penna della Ciabatti, nota per la sua inconfondibile, graffiante e coraggiosa capacità di scavare nelle profondità dell’animo umano, continua a suscitare interesse e dibattito, confermando la sua rilevanza nel panorama della narrativa contemporanea che non teme di affrontare temi complessi e spesso scomodi.
Il quinto posto è andato ad Alcide Pierantozzi con Lo sbilico (Einaudi), proposto dalla già vincitrice del Premio Strega Donatella Di Pietrantonio, che ha totalizzato 170 voti. La sua opera, caratterizzata da una scrittura affilata e una voce potente e singolare, ha saputo conquistare una parte significativa della giuria, dimostrando come anche autori meno noti possano emergere grazie alla forza della loro proposta letteraria. È interessante notare come Pierantozzi sia in finale anche per il Premio Campiello, un segnale della sua crescente affermazione nel panorama letterario italiano.
Infine, a completare la sestina, grazie all’applicazione dell’articolo 7 del regolamento, è Elena Rui con Vedove di Camus (L’Orma), proposta da Lisa Ginzburg, che ha ottenuto 163 voti. La sua inclusione è un trionfo per l’editoria indipendente, dimostrando l’efficacia della regola introdotta nel 2015 per rendere la competizione più equa e valorizzare la pluralità di voci. L’Orma, un editore medio-piccolo, ha così visto riconosciuto il valore della sua proposta, sottolineando l’importanza della bibliodiversità nel panorama letterario.
La mappa del voto nel Premio Strega 2026
L’ottantesima edizione del Premio Strega ha visto una partecipazione significativa della giuria, con 677 votanti su 800 aventi diritto, pari all’84,6% del totale. Questo elevato tasso di partecipazione testimonia il profondo interesse e l’impegno che circondano il premio, rendendolo un vero e proprio barometro delle preferenze letterarie nel paese e oltre. La composizione della giuria è un elemento chiave che conferisce al Premio Strega la sua unicità e la sua autorevolezza. Non si tratta solo dei 460 “Amici della domenica”, figure di spicco del mondo della cultura italiana, ma di un mosaico ben più ampio e diversificato che abbraccia diverse categorie di lettori e professionisti.
Un contributo fondamentale proviene dai 245 votanti dall’estero, selezionati da 35 Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Ciascun istituto ha espresso 7 giurati, tra studiosi, traduttori e appassionati della lingua e letteratura italiana. Questa componente internazionale non solo amplia la portata del premio, ma garantisce anche una prospettiva globale sulla letteratura italiana contemporanea, favorendo la sua diffusione e il suo apprezzamento oltre i confini nazionali. La presenza di traduttori, in particolare, è cruciale, poiché sono loro i primi mediatori culturali che rendono le opere italiane accessibili a un pubblico internazionale.
A questi si aggiungono 65 voti di “lettori forti”, scelti nel mondo delle professioni e dell’imprenditoria. Questa categoria di giurati apporta una prospettiva diversa, spesso legata a un approccio più pragmatico e a una sensibilità che va oltre il mero ambito accademico o letterario, arricchendo il dibattito e la valutazione delle opere.
Infine, un ruolo crescente è ricoperto dai 30 voti collettivi espressi da scuole, università e circoli di lettura delle Biblioteche di Roma. Questa inclusione di gruppi di lettura e istituzioni educative è particolarmente significativa, poiché coinvolge direttamente le nuove generazioni di lettori e promuove la lettura come pratica sociale e culturale. Una novità di questa edizione è l’introduzione del Premio Strega Deutschland, un’iniziativa che mira a rafforzare la diffusione della narrativa italiana contemporanea in Germania. Un consesso composto da settanta accademici e studenti affiliati a otto università tedesche – tra le quali figurano Augsburg, Bochum, Düsseldorf, Halle, Lipsia, Rostock, Saarbrücken e Treviri – si è recentemente dedicato alla lettura e al voto dei testi selezionati nella dozzina.
Ogni partecipante ha espresso tre scelte personali che hanno inciso significativamente sulla formazione della sestina finale. L’opera vincente scelta da questa commissione tedesca sarà onorata con un riconoscimento speciale durante una cerimonia che si svolgerà in autunno presso l’Ambasciata d’Italia a Berlino. Tale iniziativa rappresenta una manifestazione tangibile del processo evolutivo del Premio Strega verso la costruzione di un robusto collegamento culturale, favorendo l’approfondimento dell’italianistica nonché una maggiore familiarità con la letteratura italiana in ambito europeo. Il rafforzamento delle relazioni con enti stranieri e il formarsi di giurie internazionali costituiscono elementi essenziali per promuovere la cultura italiana su scala globale; ciò dimostra chiaramente come le opere meritorie superino ogni frontiera comunicando direttamente all’anima dell’intera Europa.
Gli appuntamenti dello Strega Tour
Dopo l’ufficializzazione della sestina finalista prende avvio una fase densa di significato sia per gli autori che per le loro opere: lo Strega Tour. Questa iniziativa preparatoria alla cerimonia conclusiva rappresenta una peculiarità del Premio Strega stesso, elevando la competizione a evento culturale dal respiro itinerante. I sei vincitori percorreranno 19 tappe dislocate su tutto il territorio nazionale, che coinvolgono direttamente il pubblico. Non si tratta esclusivamente di una mera presentazione delle opere; questo tour offre inoltre spazi preziosi per interagire con lettori nei vivaci contesti delle piazze o nelle tranquille librerie – luoghi vitali dove l’interesse collettivo nutre l’essenza letteraria. I lettori avranno quindi la possibilità di incontrare direttamente gli scrittori, dare spazio alle proprie curiosità e approfondire le tematiche affrontate nei testi contendenti.
Quest’anno ci sarà addirittura una tappa all’estero nello spettacolare scenario di Città del Messico. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura locale, rafforza il dialogo culturale tra Italia e Messico, in vista della partecipazione del nostro Paese come ospite d’onore alla Feria Internacional del Libro (FIL) di Guadalajara, uno degli eventi letterari più importanti del mondo, che si terrà il prossimo dicembre. L’espansione internazionale del tour sottolinea l’ambizione del Premio Strega di promuovere la letteratura italiana su scala globale, creando ponti culturali e favorendo lo scambio di idee e tradizioni.
Per orientarsi fra testo e contesto
La serata finale dell’ottantesima edizione del Premio Strega si terrà l’8 luglio 2026. A differenza delle edizioni precedenti, che hanno visto il Ninfeo di Valle Giulia come cornice storica, quest’anno la proclamazione del vincitore avverrà nella maestosa Piazza del Campidoglio a Roma. Questo cambio di location, definito “eccezionale”, conferisce un’ulteriore solennità all’evento, proiettando la celebrazione della letteratura in uno dei luoghi più iconici e simbolici della capitale italiana. La serata sarà trasmessa in diretta su Rai 3, con la conduzione di Pino Strabioli e Gloria Campaner, garantendo una vasta copertura mediatica e permettendo a un pubblico ancora più ampio di seguire in tempo reale l’esito della competizione. La data dell’8 luglio, un mercoledì, rappresenta anche un cambiamento rispetto alla tradizione che vedeva la finale svolgersi il primo giovedì di luglio, un ulteriore elemento di novità per questa edizione storica.





