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- James di Percival Everett vince il Premio Pulitzer 2025, una riscrittura de Le avventure di Huckleberry Finn che restituisce voce allo schiavo Jim.
- La lingua di Everett utilizza uno slang rozzo e musicale per dare autenticità alla voce di Jim.
- Da leggere anche Cancellazione, romanzo del 2007 riedito da La Nave di Teseo, una critica all'industria libraria sui cliché degli autori afroamericani.
Percival Everett con il suo libro James, pubblicato nel 2024 in Italia da La nave di Teseo, si è aggiudicato il Pulitzer 2025 per la narrativa. Aveva già vinto il National Book Award e il Kirkus Prize. Everett è uno scrittore che sfida le convenzioni letterarie, un maestro che gioca con i generi e, in alcuni casi, li inventa. Nato nel 1956, è noto per la sua capacità di esplorare temi complessi attraverso una lente satirica e tagliente. James è una rilettura audace de Le avventure di Huckleberry Finn di Mark Twain, vista dal punto di vista di Jim, lo schiavo nero. Il romanzo è un esempio lampante della sua abilità nel reinterpretare i classici, mettendo in luce le ingiustizie e le violenze della schiavitù.
Everett non è solo uno scrittore, è anche un pittore, un chitarrista jazz e un professore universitario. Vive a Los Angeles con la moglie, la romanziera Danzy Senna, e i loro due figli. La sua carriera letteraria è iniziata negli anni Ottanta, e da allora ha scritto opere che spaziano dal western alla satira sociale, sempre con un occhio critico verso le limitazioni del linguaggio e la complessità dell’esperienza umana.
Come James di Everett rilegge Huckleberry Finn
Il romanzo di Twain, pubblicato nel 1884, è stato spesso celebrato per il suo uso innovativo dell’eye dialect, cioè per la «grafia non convenzionale utilizzata per rappresentare il linguaggio colloquiale o un’inflessione dialettale» (Garzanti Linguistica). Tuttavia, Everett va oltre, adottando una narrazione in prima persona che mette in luce i soprusi e le violenze della schiavitù. James non è solo una rilettura, ma una vera e propria riscrittura che trasforma un grande libro per bambini in una controstoria d’America.
Everett ha osato mettere le mani su uno dei capolavori della letteratura Usa, ribaltando la prospettiva e dando voce a Jim, lo schiavo in viaggio lungo il Mississippi. Questa scelta narrativa permette di esplorare temi come la libertà, la lotta contro le ingiustizie e il dolore della separazione familiare. Jim non è solo un personaggio secondario, è un uomo che prende coscienza di sé, che lotta contro l’oppressione e che, per larghi tratti, è l’uomo più solo sulla faccia della terra.
Everett utilizza una lingua ricca e uno slang rozzo e musicale per dare autenticità alla voce di Jim. Uno stile narrativo che è qualcosa di più di un espediente letterario. Contiene una critica sottile alla censura e al perbenismo dei social. Everett non entra mai in polemica con Twain, ma ne riconosce l’influenza nei ringraziamenti.
- 🟢 Un'interpretazione audace e coinvolgente di un classico......
- 🔴 La rilettura di Twain da parte di Everett non convince......
- 🧐 Everett ridà voce a Jim, un'operazione di giustizia storica......
Perché James di Everett ha vinto il Pulitzer
James di Everett si inserisce in una tradizione di riadattamenti e riscritture che hanno caratterizzato la letteratura degli ultimi anni, basti pensare a La canzone di Achille o Circe di Madeline Miller. Ma l’operazione di Everett va oltre la semplice rivisitazione letteraria. La giuria del Pulitzer ha motivato il premio a James definendolo «una riuscita rivisitazione che illustra l’assurdità della supremazia razziale e offre un nuovo punto di vista sulla ricerca della famiglia e della libertà».
Everett dona al suo personaggio una concretezza e una verità storica che erano rimaste inespresse nel romanzo di Twain. Il nuovo Jim, pur fingendo di parlare l’inglese storpiato degli schiavi per non destare sospetti, è in realtà un uomo colto e istruito, che conosce Voltaire e che teme John Locke, il filosofo teorico della schiavitù. La lingua e la cultura diventano così le armi di emancipazione di Jim, che grazie alla sua intelligenza riesce a cambiare il finale della storia.
Prima del Pulitzer, il successo di Cancellazione
In precedenza, una delle vette letterarie di Everett è stato il romanzo Cancellazione, uscito in Italia per la prima volta nel 2007 e recentemente riedito da La Nave di Teseo. Il protagonista è un intellettuale afroamericano che scrive libri che nessuno legge, fino a quando non realizza un’opera grottesca sulla vita nel ghetto sotto falso nome, riscuotendo così un successo clamoroso. È un’opera ironica che squarcia il velo sui cliché dell’industria libraria riguardanti gli autori afroamericani.
Più di recente, nel 2022, Everett ha pubblicato Gli alberi, un romanzo che racconta la segregazione razziale negli Stati Uniti, prendendo spunto dagli spaventosi linciaggi avvenuti nel Sud del Paese. Anche questo libro, finalista al Booker Prize, è un esempio della sua capacità di trattare temi seri con un tocco di humor.
Per orientarsi fra testo e contesto
Percival Everett è un autore che non teme di esplorare i limiti del linguaggio e dell’esperienza umana. La sua opera è un invito a riflettere sulla complessità della vita e sulle ingiustizie sociali. James è un esempio perfetto di come un grande scrittore possa reinterpretare un classico, offrendo una nuova prospettiva e mettendo in luce temi attuali e rilevanti.
Per i lettori occasionali, un consiglio di lettura correlato potrebbe essere Gli alberi, un romanzo che affronta la segregazione razziale in maniera sarcastica. Per i lettori più esperti, invece, Cancellazione offre una critica sottile e ironica agli stereotipi dell’industria editoriale.
Articolo pubblicato in origine il 18 settembre 2024 e aggiornato il 7 maggio 2025