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Amitav Ghosh

I tre libri di Amitav Ghosh che saranno editi in Italia nel 2026

Dopo l’acquisizione dei diritti da parte di Einaudi, che ha già dato alle stampe nel 2025 quattro sue opere, lo scrittore indiano arriverà in libreria con due saggi e un romanzo.
  • Nel 2026 Einaudi darà alle stampe il saggio La grande cecità di Amitav Ghosh, a cui seguiranno altre due opere dello scrittore indiano.
  • Sempre quest’anno, Einaudi pubblicherà Circostanze incendiarie, un volume che raccoglie vent’anni di reportage e riflessioni su svariati argomenti.
  • Oltre ai due saggi citati, nel 2026 la casa editrice Einaudi renderà disponibile il romanzo di Amitav Ghosh dal titolo Le linee d’ombra.

Torna in libreria, con una nuova introduzione dell’autore, La grande cecità di Amitav Ghosh (Einaudi). Il saggio solleva una critica incisiva nei confronti del romanzo moderno, accusato di aver relegato in secondo piano la storia naturale. Secondo Ghosh, l’attenzione si è spostata verso la quotidianità, il verosimile e le dinamiche psicologiche individuali, trascurando il contesto naturale che, invece, dovrebbe essere parte integrante della narrazione. Questa rimozione culturale, sempre a detta dell’autore, è una delle cause dell’incapacità della letteratura contemporanea nell’affrontare il tema cruciale del cambiamento climatico.

È il primo dei libri dello scrittore indiano che quest’anno Einaudi renderà disponibile, dopo aver “portato via” Gosh a Neri Pozza – che a sua volta l’aveva soffiato a Einaudi in precedenza – e aver già pubblicato nel 2025 Mare di papaveri, Il fiume dell’oppio, Fumo e ceneri, Diluvio di fuoco.

Circostanze incendiarie, 20 anni di inchieste

Nel 2026 Einaudi darà alle stampe anche Circostanze incendiarie, un volume che raccoglie vent’anni di reportage e riflessioni su svariati argomenti. Di seguito, la presentazione dell’editore:

Dalle isole Andaman e Nicobar devastate dallo tsunami del 2004 al Kashmir lacerato dal conflitto, dall’Afghanistan e dal Medio Oriente della «guerra infinita» alle «tentazioni imperiali» dell’Occidente dopo l’11 settembre, Ghosh compone un mosaico dei tumulti che hanno segnato la fine del Novecento e l’inizio del nuovo secolo. Nei suoi viaggi è salito su una vetta ghiacciata al confine conteso tra India e Pakistan, ha intervistato la cognata di Pol Pot in Cambogia, ha condiviso l’euforia degli egiziani quando Nagib Mahfouz vinse il Premio Nobel e ha sostenuto i suoi vicini sikh minacciati durante i disordini seguiti all’assassinio di Indira Gandhi. In ciascuno di questi scenari, lo sguardo del narratore e quello del testimone si fondono, mentre la scrittura si interroga sul proprio potere e sulla propria responsabilità: cosa significa, oggi, scrivere in un mondo che brucia? Con la grazia del romanziere e la precisione dell’antropologo, Ghosh ci consegna una lezione urgente e radicale: anche nei tempi piú bui la cura del linguaggio resta la prima forma di resistenza.

Cosa ne pensi?
  • Ransmayr ci ricorda l'importanza di guardare oltre l'umano... 🌍...
  • Ghosh ha ragione, la letteratura ignora il clima? 🤔 Forse......
  • E se la natura fosse il vero protagonista? 🌿 Un'altra chiave......

Le linee d’ombra, romanzo di Amitav Ghosh

Oltre ai due saggi citati, quest’anno la casa editrice Einaudi pubblicherà il romanzo di Amitav Ghosh dal titolo Le linee d’ombra, un viaggio tra Calcutta e Londra, tra infanzia e storia. Ecco la sinossi presente sul sito dell’editore:

Un narratore senza nome, cresciuto nella Calcutta del dopoguerra, ricostruisce i frammenti della propria storia familiare attraverso la figura magnetica di Tridib, il cugino maggiore capace di trasformare ogni luogo in un territorio dell’immaginazione. È lui a insegnargli che il mondo non si scopre soltanto viaggiando, ma anche immaginando: che si può conoscere un luogo senza averlo mai visto, purché lo si sappia desiderare davvero. Intorno a questa lezione si intrecciano voci e generazioni – la severa nonna, la cosmopolita cugina Ila, la musicista inglese May Price – in un racconto che attraversa decenni e continenti. Dalla Calcutta degli anni Sessanta alla Londra bombardata degli anni Quaranta, passando per Dacca e i confini mobili del subcontinente indiano, il racconto compone un affresco di memorie che interrogano il significato stesso di casa, confine, appartenenza. Con una scrittura luminosa e precisa, Ghosh costruisce un romanzo di rara profondità, in cui le vicende intime si fondono con le grandi trasformazioni del Novecento.

Per orientarsi fra testo e contesto

Nato a Calcutta nel 1956, Amitav Ghosh è considerato il più grande scrittore indiano di lingua inglese. Le sue opere sono state tradotte in più di trenta lingue. Nel 2018 ha vinto il premio Jnanpith, il massimo riconoscimento letterario dell’India. I suoi libri spaziano dal romanzo storico al saggio giornalistico e si focalizzano soprattutto su temi quali il postcolonialismo, l’identità culturale e il cambiamento climatico.

La trilogia Ibis (che include Mare di papaveri, Il fiume dell’oppio e Diluvio di fuoco) è ampiamente considerata il capolavoro di Amitav Ghosh, un’epopea storica che parla delle guerre dell’oppio tra India e Cina. Altre opere fondamentali includono Lo schiavo del manoscritto e Il paese delle maree. Nel 2019, la rivista Foreign Policy lo ha riconosciuto come uno dei pensatori globali più influenti del decennio precedente.


Articolo ibrido in cui i contenuti selezionati dall’AI sono stati rivisti da un essere umano.(scopri di più)
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