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- Atusparia è il nuovo romanzo di Gabriela Wiener, scrittrice, poetessa e giornalista peruviana nata nel 1975.
- Il libro pone interrogativi cruciali, come quello sulla scelta tra violenza e canale istituzionale, un dilemma ancora attuale che attraversa i dibattiti politici contemporanei.
- Il romanzo evoca la narrativa di autori come Manuel Scorza e si confronta con le riflessioni di José Carlos Mariátegui, ancorando «Atusparia» a una tradizione letteraria e politica ben definita.
Atusparia di Gabriela Wiener (La Nuova Frontiera, traduzione di Elisa Tramontin) è il nuovo romanzo della scrittrice, poetessa e giornalista peruviana nata nel 1975. Il libro è un’immersione profonda nella vita della protagonista, Atusparia appunto, e, attraverso di lei, nella storia del Perù, un paese segnato da lotte politiche, repressioni, utopie e dittature. L’autrice, già nota per Sanguemisto (La Nuova Frontiera, 2022), amplia con questo romanzo il suo orizzonte, spostando l’attenzione dalla genealogia familiare a quella collettiva.
Atusparia infatti è un’opera poliedrica, difficilmente catalogabile in un unico genere. Il volume può essere interpretato come una cronaca storica, un manifesto politico, un inno alla lotta, ma anche come un’esperienza onirica o una intricata strategia scacchistica. La sua forza risiede nella capacità di non fornire risposte semplici, ma di stimolare la riflessione critica sul passato e sul presente, allertando il lettore sui pericoli di un ritorno a dinamiche oppressive. La narrazione è volutamente instabile, frammentata, conflittuale, e alterna momenti di fredda analisi a esplosioni di tensione militante.
Chi è Ausparia, la protagonista del romanzo
La protagonista, Atusparia, incarna le contraddizioni e le complessità della storia peruviana. Prima studentessa in una scuola sovietica, poi adolescente in crisi, dipendente da sostanze e coinvolta in una relazione tossica, infine militante politica, vive sulla propria pelle le trasformazioni e le disillusioni di un’epoca. La sua vicenda personale diventa un varco per raccontare le storie di altri militanti, rivoluzionari, giovani idealisti, utopie infrante e tradimenti.
Il romanzo propone uno sguardo vivido sulla politica praticata sul campo, fatta di assemblee, dibattiti, volantini, marce, ma anche sulla repressione, la dittatura e le scissioni ideologiche che hanno segnato la sinistra peruviana, inclusa l’esperienza di Sendero Luminoso. Nel contesto di Atusparia, il comunismo trascende la mera teoria, manifestandosi come una tangibile realtà, la concretezza della lotta di classe che pulsa nelle vie di Lima.
- Atusparia: un libro potente che mi ha fatto riflettere… 👍...
- Non mi ha convinto del tutto, mi aspettavo qualcosa di più… 😕...
- E se Atusparia fosse in realtà una metafora del Perù stesso…? 🤔...
I riferimenti letterari e politici di Austaria
Uno degli aspetti più interessanti di Atusparia è la sua struttura narrativa non convenzionale. Il romanzo si allontana dalla forma tradizionale, abbracciando una polifonia di voci e stili. La narrazione è un mosaico che comprende relazioni di polizia, missive, articoli di stampa, interviste e parabole allegoriche. Questa ibridazione formale, lungi dall’essere un mero esercizio stilistico, è una scelta necessaria per riflettere la complessità e il conflitto che permeano la storia raccontata. Il romanzo pone interrogativi cruciali, come quello sulla scelta tra violenza e canale istituzionale, un dilemma ancora attuale che attraversa i dibattiti politici contemporanei. La deriva utopica e distopica del libro è evidente, così come il ricco bagaglio culturale che sostiene la scrittura di Wiener. Autori come Manuel Scorza e José Carlos Mariátegui agiscono da riferimenti sottili ma potenti, ancorando Atusparia a una tradizione letteraria e politica ben definita.
Particolarmente suggestiva è la corrispondenza simbolica tra l’adolescenza della protagonista e il periodo immediatamente successivo alla caduta del Muro di Berlino, quasi come se quella cesura storica segnasse il passaggio dall’innocenza all’amara disillusione. Anche le connessioni emotive di Austaria assumono un significato politico: la prima storia d’amore coincide con l’avvento del consumismo e del capitalismo, mentre la relazione con Asunción diventa il crocevia dove i tradimenti ideologici trovano eco nei tradimenti del corpo.
Dalla genealogia familiare a quella collettiva
Rispetto al precedente Sanguemisto, Gabriela Wiener ha dichiarato di aver adottato una postura diversa in Atusparia. Pur non essendo un romanzo autobiografico, l’opera è profondamente personale. Il centro focale è il Perù, come se l’autrice avesse deciso di spostare l’attenzione dalla genealogia familiare a quella collettiva. In Sanguemisto, il trisavolo era una figura chiave, mentre in Atusparia è la storia del paese a dominare la scena. Questo cambiamento di prospettiva permette a Wiener di esplorare le radici del conflitto sociale e politico in Perù attraverso una narrazione complessa e sfaccettata.
Atusparia è un’opera che esige dal lettore un impegno profondo e un’attenta partecipazione. Non confeziona risposte facili, ma stimola la riflessione critica e la consapevolezza storica. La sua forza risiede nella capacità di mostrare le tensioni, le contraddizioni e le scelte possibili, senza cedere a semplificazioni o rassicurazioni. È un’opera che conferma come la letteratura, nel momento in cui affronta argomenti complessi e spinosi, possa continuare a essere un terreno di confronto, un custode della memoria e una fonte di nuove possibilità.
Per orientarsi fra testo e contesto
Atusparia si inserisce in un filone letterario che affronta le dinamiche sociali e politiche del Sud America, con particolare attenzione alle esperienze di lotta e resistenza. Come detto prima, l’opera di Gabriela Wiener evoca, per certi versi, la narrativa di autori come Manuel Scorza, che ha saputo raccontare le vicende delle comunità indigene peruviane con uno stile epico e coinvolgente. Allo stesso modo, Atusparia si confronta con le riflessioni di José Carlos Mariátegui, uno dei più importanti intellettuali marxisti latinoamericani, che ha analizzato le specificità del contesto peruviano e la necessità di un socialismo radicato nella realtà locale.
L’incipit di Ausparia
I russi per me sono persone bianche che odorano di pesce. Ogni volta che sbarcano sulle nostre coste con le loro gigantesche reti a strascico danno uno schiaffo all’ecosistema della corrente di Humboldt per produrre milioni di lattine di acciughe, parte dei loro piani quinquennali. La flotta sovietica, goffa, siberiana, vaga per i mari del Pacifico alla ricerca di banchi di sugarelli, sgombri e merluzzi.








