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«Maledetti uomini», l’esordio travolgente di Andrev Walden

Un’opera prima che ci trascina in una Svezia inedita, lontana dal modello patinato scandinavo che sembra non soffrire dei problemi di altre società occidentali.
  • L’opera prima di Andrev Walden, Maledetti uomini, appena tradotta in Italia, ha riscosso un notevole successo in Svezia.
  • Il protagonista del romanzo racconta le sette figure paterne che hanno segnato profondamente la sua infanzia.
  • Il libro offre uno spaccato di una Svezia lontana dall’immagine patinata con cui siamo abituati a vederla.

Maledetti uomini è l’opera prima di Andrev Walden, pubblicata a gennaio di quest’anno da Iperborea con la traduzione di Laura Cangemi. Si tratta del racconto crudo e ironico di un’infanzia svedese segnata da instabilità familiare e figure paterne problematiche. Walden, giornalista svedese classe 1976, narra le vicende di un bambino alle prese con sette “padri” diversi in sette anni, offrendo uno spaccato di una Svezia lontana dall’immagine patinata di modello sociale europeo. Il libro, uscito in patria nel 2023, ha riscosso un notevole successo, tanto da ispirare un film diretto da Jens Sjögren dal titolo Bloody Men che dovrebbe uscire nel 2026.

L’incipit di Maledetti uomini di Walden

Una volta ho avuto sette padri in sette anni. Questo è il racconto di quegli anni.

L’incipit introduce una storia che oscilla tra autobiografia e finzione, in cui il giovane Andrev si confronta con una serie di “padri” transitori legati alla madre da relazioni sentimentali spesso disastrose. La struttura è arricchita da un gioco metanarrativo: l’autore infatti interviene direttamente rivolgendosi al lettore e riflettendo sul processo di ricostruzione degli eventi.

Walden utilizza un tono leggero, e a tratti umoristico, per affrontare temi difficili come l’abbandono, la violenza e la precarietà affettiva. Questo approccio, che ricorda uno scrittore come Mark Twain, permette di esorcizzare il dolore e di fornire una prospettiva originale sulla realtà dell’infanzia. I fatti vengono inanellati in modo lineare, ogni sezione è dedicata a ciascuno dei sette padri, che entrano ed escono dalla vita del protagonista, lasciando un segno diverso che viene riportato nel romanzo.

Cosa ne pensi?
  • Un libro toccante che esplora l'infanzia con ironia e profondità... 🥲...
  • Sette padri in sette anni: un'infanzia svedese tutt'altro che idilliaca... 😔...
  • E se i 'maledetti uomini' fossero in realtà vittime di un sistema...? 🤔...

Sette padri diversi per un solo figlio

I “maledetti uomini” che popolano l’infanzia di Andrev sono personaggi eccentrici, ognuno con le proprie peculiarità e i propri difetti. Tra questi spiccano il “Mago delle piante”, un botanico appassionato e beone che alterna momenti di tenerezza a scatti di violenza. O, ancora, il “Ladro”, l'”Assassino” e l'”Artista”. Questi uomini, pur nella loro diversità, sono accomunati da un’incapacità di costruire relazioni stabili e affettivamente sane.

Il “Mago delle piante”, in particolare, è forse il personaggio più complesso e sfaccettato. Individuo contraddittorio, che si vanta di aver partecipato alle proteste del Sessantotto a Parigi e che saluta il bambino dei vicini gridando «Allende». Allo stesso tempo, è un botanico esperto e un amante della natura, che disprezza la società dei consumi ma che, quando beve, si trasforma in un tiranno violento che picchia senza pietà la madre e il figlio.

Un romanzo picaresco nel cuore della Svezia

Maledetti uomini è un romanzo picaresco ambientato in una Svezia ben diversa dall’immagine idealizzata che spesso viene proposta. Gli episodi al centro delle pagine mettono in luce le contraddizioni e le fragilità del sistema sociale svedese. Il protagonista si muove in un mondo in cui la violenza è sempre latente e dove il caso sembra governare le vite delle persone.

L’autore utilizza un linguaggio semplice e diretto, che riproduce il punto di vista di un bambino. Una modalità che consente di rendere la narrazione più autentica e coinvolgente. Il lettore infatti si immedesima nel protagonista e vive con lui le sue disavventure, condividendo le sue paure, le sue speranze e le sue disillusioni.

Il libro non offre facili soluzioni o consolazioni. La storia di Andrev è una storia di sopravvivenza, di resistenza e di ricerca di un’identità in un contesto difficile e instabile. Tant’è vero che il finale rimane aperto e lascia al lettore la libertà di interpretare quale sarà il destino del protagonista.

Per orientarsi fra testo e contesto

In Maledetti uomini Walden riesce a raccontare una storia di dolore e di sofferenza senza cadere nel patetismo o nel sentimentalismo. Il suo stile asciutto e preciso, unito a una profonda sensibilità umana, rende la lettura del romanzo un’esperienza intensa e ricca di spunti lungo le oltre 400 pagine dell’opera.

Il libro, implicitamente, invita a riflettere sulla natura della famiglia, sull’importanza delle figure paterne e sulle conseguenze della violenza sui bambini. Allo stesso tempo, offre uno spaccato originale e inedito della società svedese, mettendo in discussione alcuni stereotipi e luoghi comuni.


Articolo ibrido in cui i contenuti selezionati dall’AI sono stati rivisti da un essere umano.(scopri di più)
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