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- Il Dantedì a Treviso durerà dal 3 al 26 marzo 2026 e trasformerà la città in un palcoscenico dedicato a Dante Alighieri.
- Il programma prevede conferenze, letture teatralizzate, concerti e laboratori didattici che daranno una panoramica sull’opera e la figura del poeta fiorentino.
- Il 25 marzo, data in cui Dante avrebbe iniziato il suo viaggio nell’aldilà, si terrà una maratona di lettura dal Balcone dei Trecento.
Treviso si appresta a celebrare il Dantedì 2026 con un’iniziativa culturale di ampio respiro che trasformerà la città in un vivace palcoscenico dedicato a Dante Alighieri. Dal 3 al 26 marzo, un fitto calendario di eventi animerà diversi luoghi simbolo di Treviso, tra cui Palazzo Rinaldi, il Museo di Santa Caterina e le biblioteche comunali. Conferenze, letture teatralizzate, concerti e laboratori didattici si alterneranno per offrire una panoramica sull’opera e la figura del poeta fiorentino.
La rassegna, organizzata dal Comitato di Treviso della Società Dante Alighieri, vede il supporto degli assessorati comunali alla Cultura e alla Pubblica Istruzione insieme alla partecipazione dei licei Duca degli Abruzzi e Canova. Lo scopo è quello di rendere omaggio all’eredità culturale di Dante attraverso un programma diversificato e coinvolgente.
Il programma Dantedì 2026 a Treviso
Il programma prende il via il 3 marzo con una Lectio Magistralis di Luigi Garofalo, incentrata sulla figura di Paolo di Tarso nella Divina Commedia. Il 10 marzo, il Teatro La Stanza ospita il primo appuntamento del ciclo di reading-spettacolo “Il ludo nella Commedia di Dante”, curato da Giorgio De Conti. Questo ciclo, composto da tre rappresentazioni, combina teatro, poesia e musica per approfondire le contese dell’anima e i rovesciamenti di ruolo tra bene e male presenti nell’opera dantesca.
Il 19 marzo, lo scrittore Gian Domenico Mazzocato terrà una conferenza sulla figura di San Francesco e sulla sua rappresentazione nella tradizione letteraria e artistica. Il 21 marzo, gli studenti dei licei Duca degli Abruzzi e Canova saranno protagonisti di progetti originali, tra cui “Dialogo virtuale tra Virgilio e Dante” e “Tu duca, tu Signore, tu Maestro”. Il 24 marzo sarà possibile partecipare a una visita guidata al manoscritto della Divina Commedia conservato nella Biblioteca comunale Comisso.
Anche la musica avrà un ruolo di primo piano nel programma delle celebrazioni. Il 22 marzo, ad esempio, l’Ensemble Crescendo si esibirà in un concerto di arpe nell’Auditorium del Museo di Santa Caterina.
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Il significato del Dantedì di Treviso
Il 25 marzo, data in cui presumibilmente Dante avrebbe iniziato il suo viaggio nell’aldilà raccontato nella Divina Commedia, prevede un programma diffuso che coinvolgerà diversi luoghi della città. Al mattino, la Biblioteca dei Ragazzi Demattè ospiterà una lezione-spettacolo dedicata ai più giovani. Nel pomeriggio, dal Balcone dei Trecento si terrà una maratona di lettura con gli studenti del Duca degli Abruzzi e la partecipazione dell’attrice Linda Collini. La giornata si concluderà nel Salone di Palazzo dei Trecento con la Lectio Magistralis del professor Trifone Gargano.
Il Dantedì di Treviso rappresenta un’occasione preziosa per riscoprire e valorizzare l’opera del “ghibellin Fuggiasco”, soprattutto a partire dalla Commedia. Con la sua straordinaria ricchezza di immagini, simboli e significati, il capolavoro continua a parlare al cuore e alla mente dei lettori di ogni epoca, donando spunti di riflessione sulla condizione umana, sulla giustizia, sull’amore e sulla fede. Le celebrazioni di Treviso si inseriscono in un contesto nazionale di iniziative volte a promuovere la conoscenza e l’apprezzamento dell’opera dantesca al di fuori dei circuiti scolastici e accademici.
Per orientarsi fra testo e contesto
Il Dantedì di Treviso si concluderà il 26 marzo, quando si terrà, nella Sala Guadagnin di Palazzo Rinaldi, una discussione incentrata sul Monumento a Dante e sulla riscoperta del suo significato storico per la città di Treviso. L’appuntamento sarà un’occasione per riflettere sul legame tra la città e il Sommo Poeta, e sull’importanza di preservare e tramandare la sua eredità culturale.
Il Dantedì a Treviso, nel far riscoprire la figura di Dante, potrebbe essere l’occasione per riprendere in mano le opere “minori” del poeta, come la Vita Nova o il Convivio, che offrono uno sguardo più intimo e personale sulla sua vita e sul suo pensiero. Il tutto per una semplice ragione, richiamata in uno dei versi più citati di Dante:
Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza





