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- Almanacco cucina italiana di Raffaella Aschieri fa risalire la cucina contemporanea all’avanguardia futurista ideata da Filippo Tommaso Marinetti.
- I futuristi immaginarono dei luoghi deputati, le paninoteche, che sarebbero diventati poi un caposaldo gastronomico tipico della vita nelle metropoli.
- Il saggio ha una dimensione corale in cui vari esperti e storici si soffermano su aspetti diversi della cucina italiana in generale, e di quella futurista in particolare.
Almanacco cucina italiana. Si mangia e si beve futurista. Lo devono sapere tutti di Raffaella Aschieri (Giuseppe de Nicola, 2026) mette in relazione la cucina contemporanea con l’avanguardia futurista ideata nel 1909 da Filippo Tommaso Marinetti con la pubblicazione del primo manifesto su Le Figaro.
La cucina futurista, immersiva e sensoriale
Per i futuristi anche la cucina, con tutte le sue ricette, doveva rompere con lo schema passatista ed essere rivoluzionata già dai concetti di base per diventare immersiva, sensoriale ed esperienziale. Questa idea di un cibo da gustare con tutti i sensi è quella che più di tutte oggi emerge nella promozione di un prodotto alimentare al suo ingresso nel mercato. A detta di Raffaella Aschieri, furono proprio i futuristi a conferirgli questo ruolo. I Futuristi infatti avevano presagito che la ristorazione e il mangiare in genere sarebbe diventato un fenomeno di massa e, in quanto tale, avrebbero avuto caratteristiche come quelle che oggi si riscontrano nella cultura del cibo.
All’origine delle abitudini moderne

È diventato normale, ad esempio, che nel panorama contemporaneo milioni di persone nel mondo, durante la pausa pranzo, mangino un panino fuori casa. I futuristi, oltre ad abolire le posate a favore di un godimento “tattile” del cibo, immaginarono dei luoghi deputati, le paninoteche, che sarebbero state poi un caposaldo gastronomico tipico della vita nelle metropoli. Nel volume, attraverso i manifesti degli anni Trenta dedicati alla cucina futurista e al naturismo marinettiano, si anticipano anche stili alimentari alternativi come quello vegetariano. L’Almanacco, in sostanza, evidenzia come le peculiarità della cucina attuale – e perfino la dieta mediterranea, patrimonio Unesco – attingano a piene mani alle idee futuriste, fino a trovare solo oggi una perfetta rappresentazione.
Per orientarsi fra testo e contesto
Il saggio, con una prefazione di Enrico Bittoto (sociologo e studioso di avanguardie), ha una dimensione corale. In diversi capitoli vari esperti e storici si soffermano su aspetti diversi della cucina italiana in generale, e di quella futurista in particolare. Tra questi, Alessandra Guigoni (antropologa, storica del cibo, giornalista) offre una panoramica sulla cucina prima e dopo il futurismo; Guido Andrea Pautasso (saggista e scrittore, studioso di avanguardie) racconta la nascita del manifesto futurista sulla cucina e la portata globale che ebbe la sua divulgazione; Giorgio Pellegrini (storico dell’arte) aggiorna la bibliografia internazionale con il racconto di un pranzo singolare a Cagliari negli anni Trenta in cui l’ospite d’onore era proprio Filippo Tommaso Marinetti. Infine, Antonio Varotto (bartender) scrive un manifesto in cui promuove una nuova “polibibita”.
Raffaella Aschieri vive lavora a Cagliari. Nipote dell’ultimo futurista italiano, il veronese Bruno Aschieri, ha esordito nel 2023 proprio con una biografia sul nonno. Con questa seconda pubblicazione ha unito le sue competenze professionali di dietista ed esperta di ristorazione sostenibile alle proprie radici culturali.





