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- L’8 gennaio 1824 nasceva a Londra Wilkie Collins, figura chiave del panorama letterario del XIX secolo, vero pioniere del genere giallo e del thriller psicologico.
- Nel 1860, con La donna in bianco, Collins gettò le basi del romanzo poliziesco moderno, introducendo elementi che sono tipici del genere.
- A differenza di molti gialli tradizionali, i segugi di Collins commettono errori e sono influenzati da pregiudizi.
L’8 gennaio 1824 nasceva a Londra Wilkie Collins, figura chiave del panorama letterario del XIX secolo, vero pioniere del genere giallo e del thriller psicologico che ha preceduto di fatto l’era di Sherlock Holmes. Amico intimo e collaboratore di Charles Dickens, Collins si distinse per una prolifica produzione e per una visione innovativa che gettò le basi per alcune convenzioni narrative che ancora oggi hanno una sorprendente attualità. La sua opera si addentra nelle zone d’ombra della società vittoriana e mette in discussione il concetto stesso di verità per smascherare le ipocrisie del potere. Collins, in particolare, rivela come il male non sia mai un’entità semplice o isolata, ma vada inquadrato all’interno di un contesto più ampio. Questa profondità di analisi è la ragione per cui i suoi libri continuano a essere letti, adattati e riscoperti a distanza di oltre un secolo dalla loro pubblicazione.
Il primo poliziesco di Wilkie Collins
Nel 1859, quando Collins pubblicò La donna in bianco, il romanzo poliziesco come lo conosciamo oggi era ancora in fase embrionale. Eppure, in quelle pagine si possono già individuare elementi fondamentali del genere: misteri complessi, documenti falsificati, scambi di identità, personaggi ambigui e una tensione psicologica palpabile. Collins adotta una modalità di narrazione polifonica, articolata attraverso diari, epistole e resoconti intrecciati. Un approccio che rappresenta un tratto distintivo dei migliori thriller odierni.
Il romanzo racconta la vicenda di una donna braccata, privata della sua identità legale e confinata per ragioni economiche. Collins mette in luce la brutalità del controllo esercitato dalle istituzioni, la fragilità della condizione femminile e l’impiego del sistema giuridico come mezzo di sottomissione. Questi temi si fanno sentire prepotentemente nel dibattito attuale: la credibilità di chi subisce violenza, la manipolazione delle prove e l’autorità che si cela dietro un’apparenza rispettabile. L’opera si concentra non tanto sull’azione, quanto sull’inquietudine latente, sull’atmosfera opprimente e sull’idea che il vero rischio sia spesso celato tra le persone “rispettabili”.
- 🎉 Collins ha gettato le basi per il thriller moderno......
- 🤔 Non sono del tutto d'accordo, Collins è sopravvalutato......
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La pietra di luna e la nascita del giallo
Con La pietra di luna Wilkie Collins compie un ulteriore passo avanti, dando vita a quello che molti considerano il primo vero romanzo poliziesco della storia. Il libro racconta di un oggetto trafugato, di un’indagine, di un investigatore fuori dagli schemi e di una serie di depistaggi che tengono il lettore in uno stato di costante incertezza. Tuttavia, ciò che lo mantiene rilevante ancora oggi è la meditazione di Collins sul colonialismo, sulla colpa e sull’eredità storica. Il furto della gemma è connesso a una passata violenza coloniale, mai veramente espiata. Il delitto non scaturisce dal nulla, ma è la riemersione di qualcosa di sopito.
Si tratta di una lezione che si ritrova nei thriller più complessi: il mistero è sempre anche una questione etica e storica. A differenza dei romanzi gialli tradizionali del XX secolo, Collins non presenta figure infallibili. I suoi segugi commettono errori, sono afflitti da dubbi e risentono dei pregiudizi sociali e dei limiti del loro punto di vista. Questa assenza di punti fermi rende i suoi romanzi straordinariamente contemporanei: la verità non è mai assoluta, ma frammentata. Ogni personaggio percepisce soltanto una parte della realtà e spesso la verità emerge per progressiva accumulazione, non per un’illuminazione improvvisa.
L’attualità delle opere di Wilkie Collins
In un’epoca in cui le serie televisive poliziesche mostrano spesso investigatori fragili e suscettibili di errore, Collins si rivela sorprendentemente in sintonia con il nostro modo di concepire l’enigma. Un altro aspetto moderno dell’opera di Collins è la sua attenzione alle figure femminili e alla salute mentale. Nelle sue opere, la pazzia è spesso una costruzione sociale, un’etichetta impiegata per mettere a tacere, dominare o escludere. Collins stigmatizza l’uso manipolatorio che le istituzioni – manicomi, tribunali, nuclei familiari – fanno del proprio potere per sopprimere chiunque minacci l’ordine stabilito.
Questo tema è presente in molti thriller psicologici contemporanei e rende i libri di Wilkie Collins ancora potenti e perturbanti. I suoi romanzi gialli infatti sono attuali perché non propongono soluzioni semplici, né promettono certezze, ma generano consapevolezza. Essi dipingono un universo dove l’attendibilità è instabile, la giustizia difettosa e il potere sovente inafferrabile. Accostarsi alle sue pagine, oggi, significa andare alla scoperta delle radici del genere crime, ma anche comprendere che il giallo non è detto che debba essere un genere legato al mero svago. Al contrario, può essere un’occasione per mettere in discussione la società e le sue ipocrisie. In tal senso, Collins non è soltanto un classico da riscoprire, ma uno scrittore che continua a interpellarci perché, in fondo, i suoi enigmi sono ancora parte del nostro presente.
Per orientarsi fra testo e contesto
L’eredità di Wilkie Collins si può rinvenire nella narrativa contemporanea. Non solo nel genere crime, ma anche in opere che esplorano le complessità psicologiche e sociali dei personaggi. Per chi volesse approfondire la conoscenza di questo autore, si consiglia di leggere, oltre ai già citati La donna in bianco e La pietra di luna, anche altri romanzi come Armadale e Senza nome, entrambi disponibili in italiano da Fazi.
Chi volesse immergersi nell’atmosfera vittoriana tipica di Collins, può leggere o rileggere le sorelle Brontë. In particolare, Cime tempestose di Emily Brontë e Jane Eyre di Charlotte Brontë. Autrici che condividono con i romanzi di Collins un’attenzione per i personaggi femminili e le atmosfere cupe e misteriose.






