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- Pubblicato originariamente il 1° febbraio 1996, Infinite Jest di David Foster Wallace ha rivoluzionato la narrativa americana.
- Jonathan Franzen ha descritto Infinite Jest come un’opera che «intossica con la comicità e l’inventiva, ma disintossica con pagine di lucida tristezza».
- L’influenza di Wallace si riscontra in autori contemporanei quali Dave Eggers, Ben Lerner e Gina Apostol.
Il 1° febbraio 1996 uscì negli Stati Uniti Infinite Jest di David Foster Wallace. In occasione del trentennale, la casa editrice Einaudi ha predisposto un’edizione speciale, a testimonianza della vitalità inesauribile di questo romanzo.
Accolto fin dall’inizio come un testo di vasta portata e complessità, l’opera di David Foster Wallace ha mostrato una straordinaria capacità di sfidare le interpretazioni e di stimolare nuove modalità di espressione letteraria. Wallace ha saputo spingere la narrazione oltre i confini convenzionali, elevando l’utilizzo delle note a piè di pagina da semplice strumento marginale a parte integrante dell’opera. Inoltre, con oltre cento pagine di “appendice”, Wallace non si limita a chiudere il libro, ma gli conferisce nuovo slancio, rimettendo in discussione ciò che lo precede.
La cartografia letteraria di Infinite Jest
Il titolo del romanzo si ispira a un verso dell’Amleto di William Shakespeare in cui il protagonista della tragedia si rivolge a Yorick, il buffone di corte, dicendo: «Ahimè, povero Yorick! L’ho conosciuto, Orazio: un compagno di scherzi infiniti» (infinite jest, in lingua originale).
Ciò che rende Infinite Jest un’opera ancora attuale e fonte di ispirazione è la sua forma, che continua a generare significato. L’artista americana Corrie Baldauf ha realizzato un’opera di mappatura di tutte le citazioni cromatiche presenti nel romanzo – oltre 2.600 – catalogandole tramite adesivi del colore appropriato. In questo modo, il romanzo appare come un oggetto stratificato, una sorta di cartografia visiva che rende percepibile ciò che nel testo era un termometro. Questa operazione, più votata all’archiviazione che all’analisi critica, si colloca all’interno di un filone di pratiche contemporanee di cartografia letteraria.
Più tradizionalmente, Fernanda Pivano ebbe a dire che Infinite Jest aveva rivoluzionato la struttura, il linguaggio e l’uso dell’ironia nella narrativa americana.
- Un'opera che continua a ispirare ✨ e a far riflettere......
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- Infinite Jest come profezia: Wallace aveva previsto la nostra dipendenza digitale 🤔......
La grande influenza di Infinite Jest
Letto oggi, Infinite Jest si rivela un romanzo che anticipa una serie di esperienze – ossessione, dipendenza, ansia, compulsione – che dal 1996 in poi hanno continuato a diffondersi e a plasmare il nostro rapporto con il mondo. Per questa ragione si può dire che abbia segnato un’intera generazione. Jonathan Franzen ha colto questa dualità, affermando che Infinite Jest intossica con la comicità e l’inventiva, ma disintossica con pagine di lucida tristezza. Tommaso Pincio, invece, lo ha definito uno «splendore straziante».
L’opera ha saputo reinventare il genere narrativo e continua a interrogare il presente, come dimostra la sua influenza su autori contemporanei quali Dave Eggers, che ha mutuato da Wallace l’imperativo etico, adattandolo a una forma più immediata, e Ben Lerner, che ha reinterpretato la lezione wallaciana in una scrittura ossessionata dal legame tra linguaggio, insuccesso e realtà. In opere come La rivoluzione secondo Raymundo Mata di Gina Apostol (Utopia Editore, anno 2023), autrice filippina spesso accostata a Wallace per l’uso dell’apparato critico e la costruzione di un paratesto che si trasforma in un gioco metaletterario postmoderno.
Per orientarsi fra testo e contesto
La complessità, l’ironia e la capacità di Infinite Jest di anticipare le ossessioni del nostro tempo lo rendono un romanzo imprescindibile per chiunque voglia comprendere le dinamiche della società contemporanea. L’eredità di David Foster Wallace si ritrova in autori come Jonathan Safran Foer, con il suo stile frammentato e la sua attenzione ai dettagli della vita quotidiana, e George Saunders, con la sua abilità nel mescolare umorismo e tragedia. Entrambi, come Wallace, esplorano i temi della solitudine, della dipendenza e della ricerca di significato in un mondo sempre più complesso e alienante.
Per chi volesse approfondire la conoscenza di Wallace, si consiglia anche la lettura di Brevi interviste con uomini schifosi (Einaudi, 2016), una raccolta di racconti che si inoltra nelle zone oscure della psiche maschile con uno stile tagliente e spietato.








