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cooperativa Argante

LA VITA DI ARGANTE

Storia di una piccola compagnia teatrale, nata in Sicilia dentro una parrocchia di periferia, che ha raccolto centinaia di ragazzi attorno a sé fino a diventare grande (TERZA E ULTIMA PUNTATA)
  • La cooperativa sociale Argante di Noto, in provincia di Siracusa, è stata fondata nel 2017 da un gruppo di persone appassionate di teatro.
  • «La debolezza diventa autentica e magnifica in teatro, perché ci rivediamo in un eroe reso autentico dalla sua fragilità e, perciò, vicino a noi» spiega Giuseppe Spicuglia, tra i fondatori della cooperativa.
  • TERZA E ULTIMA PUNTATA

Durante la conversazione con Giuseppe Spicuglia, nella penombra della tribuna del teatro Tina di Lorenzo di Noto in cui si trova la regia, il suo telefono non smette mai di squillare. Lui non ne è infastidito, anzi. È segno dell’attenzione che circonda la cooperativa sociale Argante. «Ogni giorno ci dobbiamo reinventare ed essere sempre pronti a rispondere a un numero maggiore di richieste – dice -. E infatti ci occupiamo anche degli allestimenti delle luci e delle scenografie per spettacoli altrui o di animare le feste».

Un’attività, quest’ultima, che non solo aiuta a sostenere la causa mettendo in campo la professionalità dei componenti della compagnia, ma che cerca di portare un contributo diverso nella modalità consueta di celebrare un compleanno o una ricorrenza. Al posto dei classici gonfiabili, ad esempio, subentra l’arte della narrazione sollecitata dalle marionette o dal teatro delle ombre. Non a caso gli animatori coincidono quasi sempre con gli stessi attori che partecipano agli spettacoli del cartellone di Argante.

Le vere risorse della cooperativa Argante

Che quella del teatro sia una macchina dispendiosa è un’evidenza inconfutabile. A cominciare dalle esigenze di spazio dettate dalla necessità di dover custodire gli oltre mille e duecento costumi realizzati man mano da Chiara Spicuglia e Maria Amato. Un patrimonio di sapienza ereditato dalle mamme e dalle nonne che ha trovato nel teatro l’occasione per non essere disperso. Ai costumi, poi, bisogna sommare la quantità enorme di attrezzi, strumenti e oggetti che occorrono per ogni messa in scena. Motivo per il quale essere diventato oggi un soggetto finanziato dal Fondo unico regionale per lo spettacolo della Regione Siciliana è, per la cooperativa Argante, un sostegno quanto mai utile. E non soltanto perché conferisce il giusto riconoscimento istituzionale alla strada avviata come laboratorio nel 2010 nei locali della parrocchia Sacro Cuore di Noto, ma proprio perché garantisce quelle risorse che aiutano questa strada a poter proseguire.

Un’immagine tratta dallo spettacolo «I tre moschettieri»

Prima ancora, però, sono le persone che si sono spese in questi anni affinché Argante prendesse vita a forma a costituire la risorsa più preziosa del progetto. Persone come Emanuela Cirinnà, Corrado Vinci, Salvatore Vicari, Jessica Andolina, Stefano Caruso, Daniela Teodoro e Corrado Assenza. L’elenco è per difetto e non comprende le centinaia tra bambini e ragazzi che si sono alternati nel tempo e che sono cresciuti insieme a chi ha creduto fin dall’inizio nella forza educativa del teatro.

La prima regola della drammaturgia

Un’esperienza controintuitiva, se si considera che il gap generazionale funge spesso da barriera nell’incontro tra adulti e ragazzi. È qui che entra in campo il miracolo del teatro. «La prima regola della drammaturgia è che nasce solo se c’è un ostacolo, solo quando l’eroe si trova di fronte a un ostacolo da superare – chiarisce Spicuglia -. Quindi, tutti gli ostacoli diventano in teatro opportunità. È questo che noi cerchiamo di trasmettere ai ragazzi. Per cui il lavoro dell’attore diventa un lavoro su se stessi, come del resto diceva Konstantin Stanislavskij, e poi un lavoro sulle proprie emozioni. L’arte dell’attore permette loro di guardarsi dentro, di trovarsi nudi. Quello che ci interessa è la crepa, non la forza. La debolezza diventa autentica e magnifica in teatro, perché ci rivediamo in un eroe reso autentico dalla sua fragilità e, perciò, vicino a noi».

leggi la prima puntata

leggi la seconda puntata

– fine –


Articolo scritto interamente da un essere umano “a mano”, cioè senza l’uso di AI.(scopri di più)
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