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- Il pavone di porcellana di Fabio Florindi trae ispirazione dal naufragio del Loch Ard, avvenuto nel 1878.
- Al centro della trama del romanzo c’è anche una storia d’amore da due giovani appartenenti a classi sociali diverse.
- Il titolo funge da metafora che richiama la fragilità, la bellezza e la memoria che persistono nonostante le avversità e il passare del tempo.
Il pavone di porcellana di Fabio Florindi (Arcadia Edizioni, 2025) trasporta i lettori in un’epoca passata, intrecciando sentimenti, misteri e il simbolo di una bellezza fragile. Il romanzo si apre con la scena di una folla festante e di due giovani abbracciati. Lungi dall’essere un preludio gioioso, l’incipit si rivela essere l’antefatto di un dramma imminente.
Il pavone di porcellana infatti trae ispirazione dal naufragio del Loch Ard, un veliero salpato da Londra nel 1878 con destinazione l’Australia. Il racconto si concentra sulle emozioni che sbocciano tra il mozzo Tom Pearce e l’aristocratica Eva Carmichael, sullo sfondo delle peripezie di altri personaggi legati a un prezioso pavone di porcellana, l’oggetto più importante a bordo.
Un fatto storico al centro del romanzo
Il 1° marzo 1878, il veliero Loch Ard parte da Londra con l’Australia come destinazione finale. Tra i passeggeri, figurano il giovane mozzo Tom Pearce e Eva Carmichael, diciottenne figlia di un abbiente medico. Il loro rapporto, ostacolato dalle differenze di ceto, si intreccia con i segreti celati nella stiva: carte riservate e un inestimabile pavone di porcellana.
Florindi si immerge nell’universo emotivo dei protagonisti con delicatezza, suggerendo più che dichiarando, per lasciare spazio all’interpretazione del lettore. Il romanzo si costruisce attorno alla sottrazione, all’inespresso. Tom ed Eva appartengono a mondi distanti, divisi da barriere sociali apparentemente insormontabili. Nonostante i loro sforzi, la comunicazione tra loro risulta ardua, quasi impossibile. Il pavone di porcellana, simbolo di fragilità e bellezza, diviene il fulcro attorno al quale ruotano le loro vite e i loro destini.
- Una storia avvincente che celebra la resilienza......
- Troppo enfasi sull'aspetto storico, poca emozione......
- E se il vero protagonista fosse il pavone...? 🦚...
Il pavone di porcellana come metafora
Il pavone di porcellana rappresenta la metafora della bellezza che resiste alle avversità, della memoria che sopravvive alla distruzione. Diventa il legame invisibile tra le persone e il fluire del tempo, un ponte tra la realtà storica e la finzione narrativa. La scrittura di Florindi è lineare e precisa, capace di evocare immagini vivide senza ricorrere a virtuosismi retorici. Un’appendice con documenti storici e informazioni biografiche sui protagonisti arricchisce ulteriormente il volume.
Il pavone di porcellana appartiene a buon diritto al filone dei romanzi storici che attingono a eventi reali per sviluppare una vicenda che si presti a toccare temi universali come l’amore e la perdita e il superamento delle barriere sociali. La scelta di ambientare la storia in un’epoca passata permette all’autore di analizzare le dinamiche sociali e le convenzioni del tempo, offrendo al contempo una riflessione universale sulla condizione umana.
Per orientarsi fra testo e contesto
L’editore Arcadia Edizioni, nato nel 2018 per iniziativa del sindacato UIL, nel pubblicare Il pavone di porcellana, conferma il suo impegno nel voler sostenere la nuova narrativa italiana. Fabio Florindi, giornalista professionista, lavora dal 2008 per l’Agenzia Italia. Al suo esordio nella narrativa, ha pubblicato finora opere di saggistica.
Con Arcadia Edizioni, in particolare, Floridi ha dato alle stampe nel 2021 La missione impossibile. Il PSU e la lotta al fascismo, nel 2022 Pericolosi sovversivi. Storia del centro socialista interno (1934-1944) e nel 2024 L’eretico. Giuseppe Faravelli nella storia del socialismo italiano.







