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L’undicesimo (autobiografico?) romanzo di Edward St Aubyn

A quasi 35 anni dal suo esordio, lo scrittore britannico torna con «Linee parallele», un libro che si distacca dalla saga fortemente memorialistica dei Melrose.
  • Edward St Aubyn torna con Linee parallele, un romanzo che cerca di allontanarsi dall’autobiografismo che ha caratterizzato la sua produzione precedente.
  • Linee parallele racconta la storia dei gemelli Sebastian e Olivia, separati alla nascita e ricongiunti in età adulta.
  • In una recente intervista, St Aubyn ha chiarito che il misterioso “M”, a cui è dedicato il romanzo, altri non è che Mick Jagger.

A quasi 35 anni dal suo esordio con Never Mind, lo scrittore inglese Edward St Aubyn torna con Linee parallele (Gramma Feltrinelli). Si tratta del suo undicesimo libro e segna un tentativo – ma solo un tentativo – di allontanarsi dall’autobiografismo che ha caratterizzato i primi romanzi, quelli che lo hanno reso celebre, ma anche lo hanno esposto agli occhi del mondo. St Aubyn, discendente di un’antica famiglia nobile della Cornovaglia, è cresciuto in un ambiente intriso di classismo, segnato da abusi paterni durante l’infanzia e da un periodo di dipendenze e autodistruzione. Un sopravvissuto, incarnato sulla pagina dall’alter ego Patrick Melrose e sul piccolo schermo dall’attore Benedict Cumberbatch nell’omonima miniserie televisiva.

Linee parallele racconta la storia dei gemelli Sebastian e Olivia, separati alla nascita e ricongiunti in età adulta. Olivia è una donna realizzata, ecologista, figlia adottiva di uno psicanalista che ha in cura il fratello perduto. Sebastian, un uomo psicotico e tormentato, che si esprime in maniera delirante, perché «la vita ti mastica e come ti mastica, poi ti risputa».

Trasformare il proprio vissuto in narrativa

Linee parallele affronta i temi del trauma, della dipendenza, dell’identità e della ricerca di significato in un mondo in crisi. Una creazione letteraria potente che dimostra la straordinaria abilità di Edward St Aubyn nel trasformare in narrativa il suo vissuto personale. Basti pensare che Sebastian, uno dei gemelli protagonisti, parla come se la sua testa fosse abitata da voci.

St Aubyn ha vissuto un’esperienza simile durante i suoi anni più difficili, tra i 17 e i 25 anni, quando il suo meccanismo mentale era paradossalmente più organizzato e ogni emozione diventava un personaggio in un teatro di voci. Analogamente al suo alter ego, Patrick Melrose, era in grado di assumere qualsiasi identità, eccetto la propria.
In quel periodo, St Aubyn decise di sospendere la psicanalisi per evitare una completa remissione che avrebbe potuto privarlo di ispirazione per la scrittura. Oggi considera l’idea di poter uscire da un malessere che lo accompagna fin dall’adolescenze teoricamente possibile, anche se non crede che potrà davvero succedere.

Cosa ne pensi?
  • Un libro potente e profondo che consolida St Aubyn...👏...
  • St Aubyn affronta temi difficili, ma la paura di perdere la creatività......
  • Inferno interiore: St Aubyn ci sfida a guardare dentro noi stessi...🤔...

Dalla dimora avita ai common gardens

In una recente intervista, St Aubyn ha chiarito che il misterioso “M”, a cui è dedicato il romanzo, altri non è che Mick Jagger. Il leader dei Rolling Stones, secondo lo scrittore, è «un essere umano favoloso, intelligente, divertente e generoso». Nella medesima intervista, St Aubyn ha rivelato di risiedere attualmente in una piccola abitazione nel quartiere londinese di Notting Hill, caratterizzata da un ampio giardino in comune: una sorta di “esperimento di comunismo” in linea con la tradizione britannica dei common gardens.

La situazione odierna è molto diversa da quando, un tempo, la sua famiglia possedeva una villa immersa nella splendida campagna francese. Una dimora che ha rappresentato per lui l’unico posto nel quale si sentisse veramente a casa. Tuttavia, oltre alle necessità finanziarie che hanno condotto alla perdita della proprietà, anche gli impulsi filantropici della madre hanno fatto il resto, spingendola ad abbracciare pratiche neo-sciamaniche e ideologie tipiche del movimento new age su cui lo scrittore preferisce stendere un velo pietoso.

Per orientarsi fra testo e contesto

Edward St Aubyn, con Linee parallele, continua a scavare nelle profondità dell’animo umano. Il romanzo, seppure in modo meno esplicito, si inserisce nel solco della sua produzione precedente, caratterizzata da un’autobiografismo spietato e da una scrittura elegante e tagliente. Per conoscerla, si consiglia di leggere la serie di romanzi che hanno come protagonista Patrick Melrose, a partire da Never Mind (pubblicato in Italia con il titolo Non importa, Neri Pozza Editore, 2006). Romanzi che hanno ispirato l’omonima serie televisiva in cui emerge un ritratto vivido e doloroso dell’infanzia e della giovinezza dello scrittore, segnate da abusi e dipendenze.


Articolo ibrido in cui i contenuti selezionati dall’AI sono stati rivisti da un essere umano.(scopri di più)
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