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- Il 10 agosto 2026 una piccola comitiva è salpata da Marzamemi alla volta dell’Isola di Capo Passero.
- Sull’isola si trova una statua mariana alta quattro metri e mezzo e pesante più di una tonnellata che poggia sopra una stele in cemento armato.
- Ai piedi della Madonna di Capo Passero è stato deposto un fiore, nella speranza che questo sia il primo di una serie di pellegrinaggi che si ripeteranno ogni anno.
Pellegrino deriva dal latino peregrinus, formato da per (“attraverso”) e ager (“campo”, “territorio” o “campagna”). Significa “straniero”. Il carattere devozionale associato alla parola, subentrato nei primi secoli del cristianesimo, ha soltanto spostato la patria rispetto alla quale si è stranieri. O l’ha addirittura avvicinata, se la si considera – in senso agostiniano – il proprio cuore. Fatto sta che non è importante credere per essere pellegrini. Come dimostrano le centinaia di migliaia di uomini e donne che ogni anno intraprendono il cammino di Santiago di Compostela a prescindere da quello che professano.
Se poi il pellegrinaggio invece di snodarsi nella parte settentrionale della Spagna fino alla Galizia opta per le acque dello Ionio, allora l’estraneità e la familiarità vanno a braccetto: dall’acqua nasciamo, nell’acqua possiamo morire. Il nostro pellegrinaggio via mare si è consumato il 10 agosto 2026, in occasione dell’ottava dei festeggiamenti della Madonna Scala del Paradiso, patrona della Diocesi di Noto, in provincia di Siracusa. Salpati da Marzamemi, borgo che possedeva una delle più importanti tonnare della Sicilia, ci siamo diretti alla volta dell’Isola di Capo Passero. Tempo di percorrenza: circa mezz’ora sulla barca a motore e altri venti minuti a piedi.
La Madonna della Scala di Capo Passero
Quella presente nel santuario incastonato tra le montagne, lungo la strada che da Noto sale verso Palazzolo Acreide, non è l’unica Madonna Scala del Paradiso. Ce ne è ad esempio una a Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani, e un’altra a Massafra, in provincia di Taranto. Ma certamente quella siracusana è la più antica e celebre. Molto più recente, e probabilmente meno conosciuta, è la statua mariana alta quattro metri e mezzo e pesante più di una tonnellata che poggia sopra una stele in cemento armato sull’Isola di Capo Passero. Quest’ultima, sede dell’antica tonnara, è dominata da una fortezza edificata nel 1607 sotto Filippo II di Sicilia (III di Spagna).

La storia del monumento risale al 1959, quando fu eretto, in occasione del Congresso Eucaristico nazionale di Catania, per volontà dell’allora vescovo di Noto, monsignor Angelo Calabretta. L’intento del presule era chiaro e profetico: collocare l’immagine della patrona per estendere la protezione ideale su tutta la diocesi (da Avola a Pozzallo) fino a coprire l’intera penisola italiana. Alla solenne benedizione parteciparono oltre 70 vescovi provenienti da tutto il mondo, tra i quali figurava un giovane porporato di Cracovia, Karol Wojtyła, il futuro papa San Giovanni Paolo II.
Lo scudo mariano, uno scultore e 2 vescovi
La statua bronzea porta la firma dello scultore fiorentino Mario Ferretti (autore anche del San Corrado all’ingresso di Noto). Con spiccata fedeltà filologica, Ferretti ha trasposto in scultura l’affresco dell’Eremo della Scala: la Vergine sorregge il Bambino con il globo crucigero in atto di benedire, mentre lungo le pieghe della veste sul retro è finemente scolpita la caratteristica scala.

Si deve anche a Ferretti la realizzazione della Stella Maris nel porto di Trapani che venne installata nel 1961 sotto gli auspici dell’allora vescovo di Trapani, monsignor Corrado Mingo. Nativo di Rosolini, nel cuore della diocesi di Noto, Mingo compì i suoi studi nel seminario netino e crebbe spiritualmente sotto l’influenza della devozione mariana promossa da Calabretta, dal quale fu in seguito co-consacrato vescovo. Attraverso la vita dei vescovi Calabretta e Mingo e le mani di un unico scultore, Mario Ferretti, l’Oriente e l’Occidente siciliano si sono uniti per completare lo scudo mariano a difesa dei naviganti. Ai due punti nevralgici va poi aggiunta la Madonna della Lettera di Messina dello scultore siciliano Tore Edmondo Calabrò.
| Dove | Simulacro mariano | Posizione & ruolo |
| 📍 NORD-EST (Capo Peloro) | Madonna della Lettera | Porto di Messina Svetta su una stele monumentale, dominando lo Stretto e benedicendo chi naviga tra lo Ionio e il Tirreno. È la Patrona principale dell’Arcidiocesi messinese. |
| 📍 SUD-EST (Capo Passero) | Madonna della Scala | Isola di Capo Passero Veglia sul punto in cui si incrociano il Mar Ionio e il Mar Mediterraneo. Rappresenta la proiezione sul mare della Madonna della Scala del Paradiso, Patrona principale della Diocesi di Noto. |
| 📍 NORD-OVEST (Cuspide trapanese) | Stella Maris (Maria SS. di Trapani) | Porto di Trapani Diretta emanazione mariana della Patrona della Diocesi di Trapani, il cui simulacro trecentesco originale è venerato nel Santuario cittadino dietro la celebre cancellata a gomene di nave. |
Primo anno di un pellegrinaggio via mare
Il 10 agosto 2026, a guidare i pellegrini è stato padre Jan (al secolo Stanislav Krizan), parroco del Santuario mariano della Scala. La traversata e la logistica sono state rese possibili grazie al coordinamento di Sami Burgaretta dello Yacht Club Marzamemi e alla disponibilità dell’imbarcazione offerta da Giuseppe Spagnolo. Presente all’evento anche il barone Franzo Bruno Statella di Spaccaforno, uno dei proprietari dell’isolotto che da poco ha raggiunto un accordo per la vendita della tonnara a una società riconducibile all’imprenditore pugliese Aldo Melpignano, fondatore di Borgo Egnazia, famoso per aver ospitato nel 2024 il G7.

Costo dell’operazione, dieci milioni; investimenti previsti per mettere in piedi un resort di lusso: trenta milioni. Che la Madonna di Capo Passero – ai cui piedi è stato deposto un fiore di devozione e la preghiera che trovate in calce a questo articolo – possa anche vigilare sul buon impiego di questi soldi a beneficio dei siciliani e di quanti vorranno rendere ancora più bella e accogliente questa parte d’Italia.
O Maria, del Paradiso Scala
O Maria, del Paradiso Scala
Siamo qui, dinanzi a te
Dopo aver passato il mare
Che tu guardi e accarezzi
Della nostra vita amaraPortiamo in dono un fiore
Il nostro nulla il nostro tutto
Portiamo in dono le ferite
Che da sempre tu guarisci
Portiamo in dono la paura
Di non farcela a salire
Sulla scala del tuo amoreRendi l’acqua cristallina
Rendi il piolo tu leggero
Rendi il passero felice
Rendi il piolo tu robustoPerché il Figlio tuo Gesù
Non abbia tanto ad aspettare
Di vederci accanto a Lui





