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0101

«0101», un romanzo d’impresa lungo quarant’anni

Un non-fiction novel - di cui viene riportata la prefazione - che comincia da quando, a Castellana Grotte, si cominciò a produrre una giunzione per serramenti in alluminio.
  • 0101. La travolgente storia d’impresa del Gruppo Master di Carmelo Greco racconta i quarant’anni di un’azienda manifatturiera del Sud.
  • La narrazione comincia da quando, a Castellana Grotte, in Puglia, si cominciò a produrre una giunzione d’angolo per serramenti in alluminio.
  • Nella prefazione, riportata qui integralmente, Marco Lambertini ricostruisce il periodo della competizione fra la sua e l’azienda di Michele Loperfido.

0101. La travolgente storia d’impresa del Gruppo Master di Carmelo Greco, pubblicato da poco dall’editore Rubbettino, parte dall’inizio. Da quando, quarant’anni fa, a Castellana Grotte, in Puglia, si cominciò a produrre una “squadretta”: una giunzione d’angolo per serramenti in alluminio. Chi avrebbe potuto immaginare che a quel primo articolo, già prodotto da molte aziende nel mondo, se ne sarebbero aggiunti altri, e poi altri ancora? Che un’intuizione imprenditoriale, sostenuta da una determinazione instancabile e da una solida visione familiare, avrebbe innescato una successione di eventi capace di dare vita a un gruppo industriale presente oggi in quasi sessanta Paesi?

Attraverso le testimonianze di quanti hanno contribuito alla sua nascita e alla sua crescita, prende forma la storia di un’impresa manifatturiera che, dal Sud Italia, ha saputo trasformare la competenza tecnica in sviluppo industriale. Un’azienda che continua a rischiare, investire, innovare e costruire. Senza mai fermarsi. Pubblichiamo, di seguito, la prefazione scritta da Marco Lambertini.

Le aziende Master e Giesse come in un ring

Ci sono due modi per raccontare la storia che lega me a Michele Loperfido. Il primo è quello formale, aziendale, fatto di quote di mercato, brevetti e avvocati. Il secondo è molto più semplice, e assomiglia alla scena di un vecchio film: due uomini che si affrontano in una rissa, se le danno di santa ragione – colpi alti e colpi bassi, senza risparmiarsi – e poi, quando sono sfiniti e coperti di polvere, si guardano in faccia, si danno una pacca sulla spalla e decidono di andare a mangiare insieme.

Per decenni, io e Michele siamo stati esattamente questo: due avversari sul ring.
Sono entrato in Giesse nel gennaio del 1980. Nel febbraio del 1990, dopo la scomparsa di mio padre in un incidente stradale, i miei soci mi chiesero di prendere la guida dell’azienda e divenni presidente del Consiglio di amministrazione.

La guerra della cerniere, un capitolo di 0101

Da quel giorno, e fino al 7 marzo 2016, quando ho ceduto il gruppo, ho vissuto in prima linea tutte le trasformazioni del nostro mercato. Abbiamo preso un’azienda che fatturava quindici milioni e l’abbiamo portata a centoventi, trasformandola in una multinazionale e nel punto di riferimento globale per gli accessori dei serramenti in alluminio.

Noi tracciavamo la rotta. Aprivamo i mercati, spingevamo sull’innovazione, sul design, sulla qualità. E la Master – con ostinazione e intelligenza – si metteva in scia. Non è stato un confronto pacifico. Abbiamo combattuto per ogni millimetro di mercato, abbiamo incrociato le spade nei tribunali, e non sempre i colpi sono stati leali. Da entrambe le parti. Nel libro che avete tra le mani c’è un capitolo dedicato alla nostra «guerra delle cerniere». È raccontata, com’è giusto che sia, dal punto di vista della Master. Ma la sostanza non cambia: ci siamo scontrati senza esclusione di colpi, difendendo le nostre aziende con tutto quello che avevamo.

Marco e Michele, imprenditori viaggiatori

Chi legge queste pagine scoprirà anche un Michele instancabile viaggiatore. Io giravo il mondo – il volo più breve era per Dubai – e Michele girava il suo mondo con la stessa intensità, forse su rotte più vicine ma con la medesima determinazione. Chilometro dopo chilometro, cliente dopo cliente, fiera dopo fiera. Lo riconosco perché è la stessa vita che ho fatto io: la valigia sempre mezza pronta, la famiglia che aspetta, il lunedì che arriva troppo in fretta.

Nel 2016 ho venduto la mia azienda. Era una scelta di vita. Ho fatto di tutto affinché le mie figlie non intraprendessero la mia professione – oggi sono medici affermati, e ne sono felice – e ho scelto di riprendermi il mio tempo. Da quel momento, le nostre strade professionali si sono separate e i nostri rapporti personali sono diventati ottimi. Forse perché non c’era più nulla per cui combattere. O forse perché, uscito io di scena, a Michele è venuto a mancare il suo avversario preferito, quello che lo costringeva a correre sempre più veloce.

Per orientarsi fra testo e contesto

Dopo aver venduto, ho avuto modo di visitare la Master. Quello che ho visto mi ha colpito: un’azienda industriale integrata, costruita pezzo dopo pezzo con la logica di chi vuole fare tutto in casa, controllare ogni passaggio, non dipendere da nessuno. È un modello che nel nostro settore rappresenta un caposaldo per lo sviluppo futuro. Michele ha plasmato quell’azienda a sua immagine – e dietro di lui c’è una squadra di uomini e donne che, sotto la sua guida, hanno trasformato un’officina pugliese in una realtà industriale di primo piano.

Oggi, guardando indietro, provo un senso di profondo rispetto. Il rispetto che si deve a chi ha combattuto la tua stessa guerra per una vita intera. Abbiamo speso decenni a cercare di superarci a vicenda, siamo sopravvissuti insieme alla grande crisi mondiale scatenata dal crack di Lehman Brothers che ha messo in ginocchio mercati e aziende, e nel farlo abbiamo alzato l’asticella per tutto il settore. Molti, oggi, rimpiangono quegli anni di competizione furiosa. Io no: li porto con me come un patrimonio.

Ora che la rissa è finita, e siamo idealmente seduti a quel tavolo a mangiare insieme, non posso che alzare il calice ai chilometri percorsi, alle battaglie combattute e al rispetto che ne è nato. Buona lettura.

Marco Lambertini


Articolo scritto interamente da un essere umano “a mano”, cioè senza l’uso di AI.(scopri di più)
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