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Santa Barbara Lagioia

«Santa Barbara» di Nicola Lagioia, il romanzo del desiderio

Un affresco generazionale, ambientato nella città di Capurso, in Puglia, che ricostruisce mezzo secolo di storia italiana attraverso la volontà di riscatto di una donna.
  • Santa Barbara segna il ritorno alla narrativa di Nicola Lagioia, già vincitore del Premio Strega nel 2015 e direttore del Salone del Libro di Torino dal 2017 al 2023.
  • La storia si estende per mezzo secolo, dal dopoguerra agli anni Settanta, ed è ambientata a Capurso, un piccolo paese della Puglia a dieci chilometri da Bari.
  • Al centro del racconto c’è Nunzia Battista, una donna che persegue la ricchezza come mezzo per ottenere l’autonomia e il riconoscimento sociale.

Santa Barbara è il nuovo romanzo di Nicola Lagioia, edito da Einaudi. Dopo il successo de La città dei vivi, che si è addentrato nelle pieghe più oscure della società attraverso un fatto di cronaca, Lagioia torna alla narrativa con un’opera ambiziosa che si immerge nelle dinamiche di una saga familiare, proiettando il lettore in un viaggio attraverso mezzo secolo di storia italiana, dal dopoguerra agli anni Settanta. Lagioia, già vincitore del Premio Strega nel 2015 e direttore del Salone del Libro di Torino dal 2017 al 2023, con Santa Barbara dipinge un affresco che cattura l’essenza di un’epoca, le sue speranze, le sue contraddizioni e il desiderio di riscatto che anima i suoi personaggi.

L’opera si inserisce nel filone della narrativa contemporanea che ricostruisce le radici storiche e culturali del nostro paese, offrendo una prospettiva originale sulle dinamiche familiari e sociali del Sud Italia. L’incipit del romanzo introduce immediatamente il lettore in un contesto di disuguaglianza e di attesa, ponendo le basi per una narrazione che si snoda tra le aspirazioni individuali e le difficoltà di una comunità. La storia è ambientata a Capurso, un piccolo paese della Puglia a dieci chilometri da Bari, che diventa il microcosmo attraverso cui Lagioia racconta le vicende di due famiglie, gli Epifania e i Levante, i cui destini si intrecciano indissolubilmente.

I protagonisti del romanzo Santa Barbara

Seduta sotto un carrubo, lo osservava. Nicola portava il gregge e quando le nuvole furono oltre la collina l’erba tornò di un verde vivo, ma l’ombra, sotto l’albero, non aveva rivelato la ragazza.

Al centro della vicenda vi è Nunzia Battista, una donna che, cresciuta nella povertà, nutre il desiderio ardente di una vita diversa, di un’esistenza che vada oltre la miseria e le ristrettezze. La sua ambizione, quasi una forza primordiale, la spinge a perseguire la ricchezza come mezzo per conquistare l’autonomia e il riconoscimento sociale che le sono sempre mancati. Una sera, mentre il sole cala sulle gravine pugliesi, Nunzia ha una chiara visione: un sontuoso collier di diamanti. Da quell’istante, la sua ambizione diviene una forza costante, in grado di guidare le sue scelte e di ridefinire i suoi legami con le persone.

Contemporaneamente, la storia di Domenico illustra come una conoscenza artigianale tramandata nel tempo possa acquisire una nuova rilevanza in un mondo in evoluzione, un esempio concreto di come la tradizione possa adattarsi e prosperare di fronte alla modernità. In sostanza, Santa Barbara è il racconto della trasformazione di una famiglia, ma anche di una collettività intera, intenta a definire la propria identità attraverso la ricerca del benessere.

Il desiderio di riscatto e le sue ambiguità

Il ruolo preminente di Nunzia è l’emblema di un’esistenza in cui la ricchezza può determinare, finalmente, la libertà di scelta. In un contesto sociale dove le prospettive femminili erano spesso vincolate dalle risorse economiche e dai rapporti familiari, l’ambizione emerge come strumento per perseguire autonomia e affermazione. Lagioia dipinge una protagonista la cui inflessibile volontà di raggiungere un traguardo condiziona il coniuge, il figlio e gli altri attori della vicenda, diventando una forza capace di generare sia progressi sia patimenti. Nunzia si inserisce così nella schiera delle grandi figure femminili della letteratura familiare, donne animate da passioni profonde, capaci di influenzare il destino di intere generazioni.

Il romanzo tuttavia è lungi da relegare la protagonista a un archetipo di virtù o a una figura esclusivamente negativa. Il personaggio di Domenico permette di approfondire proprio questa tematica. Il figlio di Nunzia eredita la spinta all’affermazione della madre, ma trova una propria via grazie al sapere tramandato dalle ricamatrici locali. Allo stesso tempo, la connessione tra il successo individuale e l’attività femminile suggerisce una possibile riflessione sul valore economico e culturale delle produzioni artigianali, spesso sottovalutate nelle cronache ufficiali dello sviluppo economico. Attraverso questi intrecci, la saga familiare diventa anche un mezzo per mettere in discussione l’idea classica di progresso. La ricchezza, quindi, ha un significato ambiguo, potendo rappresentare sia una via per l’emancipazione sia un nutrimento per nuove forme di dipendenza.

Quanto sono libero le nostre scelte?

Il legame tra le generazioni si configura come un ulteriore pilastro centrale del romanzo. Le aspirazioni di Nunzia non sono confinate alla sua esperienza personale, ma continuano a riverberarsi sulla vita del figlio e degli altri protagonisti. Ogni nuova generazione raccoglie un’eredità da quella precedente: desideri inespressi, timori, aspettative e un peculiare approccio al concetto di successo. La famiglia si trasforma così nel crogiolo dove il passato continua a influenzare il presente, anche quando i personaggi cercano di vivere un’esistenza differente. Un approccio che consente a Lagioia di affrontare un interrogativo fondamentale, tipico della grande tradizione del romanzo familiare: fino a che punto le nostre scelte scaturiscono dalla volontà individuale e quanto, invece, sono il frutto di un retaggio assimilato inconsciamente?

Le vicende di Nunzia, Nicola e Domenico suggeriscono che le aspirazioni individuali sono spesso profondamente connesse a quelle delle generazioni precedenti. La presenza della Santa, in tal senso, è una figura enigmatica che sembra custodire i desideri più reconditi della comunità. Il suo ruolo introduce nell’opera un elemento simbolico che fonde la dimensione spirituale con quella domestica. La promessa di poter ottenere ciò che si desidera assume, infatti, un significato variabile per ogni personaggio, mentre la connessione tra fede e autodeterminazione diviene un mezzo per indagare sul nostro bisogno di attribuire un senso agli accadimenti della vita.

Per orientarsi fra testo e contesto

Se ne La ferocia (Einaudi, 2014) Nicola Lagioia aveva parlato delle dinamiche di potere all’interno della famiglia, in Santa Barbara riprende questi elementi, ma li amplifica con un respiro quasi mitico, affiancando alla dimensione psicologica e sociale quella del racconto popolare. In Santa Barbara, infatti, lo scrittore si confronta nuovamente con la sua Puglia, ma stavolta la osserva attraverso una lente temporale particolarmente estesa, ricostruendo un universo in cui i mutamenti economici si ripercuotono direttamente sulle dinamiche personali.

Capurso diventa il centro di una geografia narrativa intessuta di parentele, usi, credenze e ambizioni sociali. Il paese incarna il ruolo di una comunità in cui le esistenze private sono costantemente esaminate e giudicate dagli altri, e dove la brama di successo si scontra con le attese collettive. L’autore dipinge così un’immagine del Meridione in cui convivono l’antico e il moderno, le abilità artigianali e le ambizioni economiche, la fede religiosa e l’affermazione individuale.

La vicenda di Nunzia e del suo nucleo familiare è il focus per raccontare una collettività in profonda metamorfosi. La presenza della Santa, che dà il titolo al romanzo, è un elemento chiave. A Capurso, Santa Barbara è il nome di una contrada e di una grotta abbandonata, ma nel romanzo detiene il ruolo di una patrona fittizia, una santa evocata tanto per la protezione celeste quanto per le vendette, miracolosamente efficace in entrambi i casi. Santa Barbara, sospesa tra devozione popolare e superstizione, veglia sulle esistenze dei personaggi, accogliendo speranze, desideri e persino ritorsioni. Nel romanzo di Lagioia, Santa Barbara è una figura cristiana che sembra tuttavia animata da forze pagane, richiamando come la modernità stessa sia permeata da un pensiero arcaico.


Articolo ibrido in cui i contenuti selezionati dall’AI sono stati rivisti da un essere umano.(scopri di più)
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