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Tremare Paolo Di Paolo

Con «Tremare» Paolo Di Paolo ci porta nel suo laboratorio creativo

La nuova opera dello scrittore romano è ambientata in un’estate del Settecento, ma in realtà vuole parlarci dell’oggi e del nostro desiderio di autenticità.
  • Tremare di Paolo Di Paolo si concentra su un’amicizia tra due giovani nell’ultima estate del Settecento.
  • L’opera introduce una dimensione meta-letteraria, con un narratore che, due secoli dopo, consegna la storia alla figlia.
  • Al centro, un interrogativo sul ruolo dello scrittore, sulle sfide del mestiere e sull’esigenza autenticità.

Tremare, il nuovo romanzo di Paolo Di Paolo edito da La Nave di Teseo, è disponibile dal 3 novembre 2026. L’opera, che segue la recente riedizione del suo romanzo d’esordio Raccontami la notte in cui sono nato (2008) e la sua partecipazione al Premio Strega 2024 con Romanzo senza umani, rappresenta un’incursione nelle dinamiche giovanili e nei conflitti interiori che hanno attraversato le epoche.

Zimmer e de Marville, le voci di Tremare

Tremare ci trasporta nell’ultima estate del Settecento, in una piccola cittadina adagiata sulle rive di un fiume, un luogo dove la vita scorre tra discussioni filosofiche, fumo, bevande e una costante disputa tra ragione e sentimento. Questa tensione, che «brucia così forte nell’aria, nelle teste e nei cuori, da segnare il destino di tutti», fa da sfondo all’incontro tra i due giovani protagonisti, Zimmer e de Marville. La loro amicizia, nata casualmente fuori da un teatro, si rivela subito intensa e profonda, intrisa delle gioie, dei dolori, delle ambizioni e delle paure tipiche dei vent’anni. Di Paolo riesce a creare un mondo che, pur essendo storicamente distante, risuona con le inquietudini e le speranze del nostro tempo, rendendo i personaggi e le loro vicende sorprendentemente attuali.

Il racconto prende una svolta drammatica quando Zimmer scompare misteriosamente. De Marville, tormentato dal senso di responsabilità, si lancia in una ricerca ostinata, convinto di essere la chiave per comprendere l’accaduto. Due secoli dopo, la storia di quell’estate indimenticabile viene consegnata a una destinataria speciale: la figlia del narratore. Questo espediente permette all’autore di inserire una dimensione meta-letteraria, dove il narratore si rivela come «un romantico mascherato da illuminista, un essere umano ossessionato dal bisogno di scrivere» e, soprattutto, come un padre che affida alla figlia la sua eredità di parole.

Paolo Di Paolo e il processo della scrittura

Quello che sto scrivendo adesso c’entra anche con il rassegnarsi? Non sono sicuro della risposta.

C’entra però con una tua mattina di scuola – lontana per te che leggi, vicina per me che scrivo, spettatore della tua infanzia ancora in corso.

Una delle tue maestre, sapendo dei miei libri, ti aveva chiesto quando ne sarebbe uscito uno nuovo. Volevi capire che cosa risponderle.

(…) Mantengo la promessa che tu hai dimenticato in fretta. La mantengo perché, nel frattempo, ho deciso che quel romanzo non lo scriverò.

È uno sguardo intimo sul processo creativo e sulle sfide che un autore affronta. Oltre a introdurre la figura del narratore e il suo rapporto con la figlia, svela anche le pressioni e le aspettative del mondo editoriale, con un «professionista dell’editoria» che suggerisce all’autore di abbandonare le sue «figure di un’epoca remota» in favore di storie più «trasparenti» e «sincere», che mettano in mostra i «traumi» e le «falle del vissuto».

La reazione del narratore, che si sente «sopraffatto dalla vergogna» e dalla «vulnerabilità», è un momento di riflessione sulla natura dell’arte e sulla percezione del pubblico. La sua fede nei confronti di Zimmer e de Marville, personaggi che lo «occupavano metà dei pensieri», crolla sotto il peso di queste critiche, portandolo a interrogarsi sul senso stesso del suo lavoro in un’epoca che sembra non mostrare interesse per le «storie di un tale Zimmer e di un tale de Marville nell’ultima estate del Settecento».

Per orientarsi fra testo e contesto

Tremare è un’opera che, pur affondando le radici in un’epoca lontana, l’ultima estate del Settecento, riesce a parlare al lettore del nostro tempo. La vicenda dei giovani Zimmer e de Marville, la loro amicizia intensa e le loro inquietudini, sono uno specchio delle eterne contraddizioni della giovinezza: la paura di fallire e la brama di realizzare i propri sogni, la tensione tra ragione e sentimento che «brucia così forte nell’aria, nelle teste e nei cuori».

Il narratore che, due secoli dopo, consegna questa storia alla figlia ma si interroga sul proprio ruolo di scrittore, sulle sfide del mestiere e sull’esigenza autenticità. Questa dimensione meta-letteraria arricchisce il romanzo, trasformandolo in una riflessione sull’atto stesso di raccontare e sul valore delle parole come eredità.

Per chi ha apprezzato le precedenti opere di Paolo Di Paolo, come Mandami tanta vita (Feltrinelli, 2013) o Romanzo senza umani (Feltrinelli, 2024), il romanzo Tremare è un’ulteriore tappa nel suo percorso alla scoperta dell’uomo e della scrittura che lo rappresenta.


Articolo ibrido in cui i contenuti selezionati dall’AI sono stati rivisti da un essere umano.(scopri di più)
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