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- Il romanzo di Julia Deck, Ann d’Inghilterra, ha vinto la XVI edizione del Premio Lattes Grinzane.
- La giuria tecnica, guidata da Loredana Lipperini, ha selezionato una cinquina di finalisti - tutti stranieri - di alto profilo.
- Questa edizione ha reso omaggio a Caterina Bottari Lattes, fondatrice del riconoscimento, scomparsa lo scorso agosto.
Il 17 ottobre 2026 il Teatro Giorgio Busca di Alba ha ospitato la cerimonia di premiazione della XVI edizione del Premio Lattes Grinzane. A vincere il riconoscimento il romanzo Ann d’Inghilterra di Julia Deck, edito da Adelphi nel 2025 nella traduzione dal francese di Yasmina Melaouah. Intitolato a Mario Lattes e organizzato dalla Fondazione Bottari Lattes, il premio punta a identificare le migliori opere di narrativa pubblicate nell’ultimo anno. Quella di Julia Deck, in tal senso, è un’opera di straordinaria intensità emotiva e intellettuale. L’incipit, una citazione di Doris Lessing – «Ho passato la vita alla ricerca» – funge da bussola per il lettore, anticipando il viaggio che l’autrice intraprende.
La narrazione si snoda infatti attraverso la ricerca di Julia, la protagonista, che si trova a dover affrontare le conseguenze di un’emorragia cerebrale che ha colpito sua madre, Ann. Questo fatto rappresenta un potente propulsore per ricostruire la vita di Ann, dalle umili radici in Inghilterra ai suoi percorsi di studio, fino al suo trasferimento in Francia e alla graduale costruzione di una nuova identità. Julia, nel tentativo di comprendere una madre avvolta nel mistero, ripercorre la sua storia, cercando di ricomporre i frammenti di un’esistenza spesso contraddittoria.
Ann e Julia, quasi una autobiografia

Ann d’Inghilterra è un romanzo che non teme di affrontare temi scomodi, come la fragilità, la vecchiaia e la malattia, spesso censurati nella società contemporanea. Attraverso il percorso di Julia, Deck mostra come questi momenti possano ripristinare il senso delle relazioni umane, permettendo all’emozione di superare il pregiudizio e il risentimento. Il bisogno di “prendersi cura” e la ricerca, seppur tardiva, di comprensione emergono come pilastri fondamentali del racconto. Le due figure femminili centrali, Ann e sua figlia, sono ritratte con una forza di volontà che le accomuna in una sorta di legame genetico che passa da madre in figlia.
Ann, una foreigner e stranger in un paese diverso dal suo, e Julia, che si confronta con l’inefficienza del sistema sanitario per gli anziani, incarnano in modo speculare due modelli di resistenza e determinazione. La giuria del Premio ha sottolineato come il romanzo si muova con maestria sul «confine che separa la finzione biografica dalla biografia». L’io narrante, pur essendo riconducibile all’autrice stessa attraverso riferimenti precisi e verificabili, si interroga sulla reale conoscenza che ognuno ha della propria storia e, in particolare, di quella dei propri cari. La scrittura, in questo contesto, diventa uno strumento per colmare i vuoti, i fraintendimenti del passato e le omissioni della vita.
La giuria del Premio Lattes Grinzane
La giuria tecnica, sotto la guida di Loredana Lipperini, scrittrice, giornalista e conduttrice radiofonica, ha avuto l’incarico di selezionare la cinquina dei finalisti, la quale, oltre a Julia Deck, comprendeva Mathias Enard con Disertare (e/o, tradotto da Yasmina Melaouah), Andrew Miller con La terra d’inverno (NNE, tradotto da Ada Arduini), Andrew Porter con La vita immaginata (Feltrinelli, tradotto da Ada Arduini) e Clara Usón con Le belve (Sellerio, tradotto da Silvia Sichel).
Il Premio Lattes Grinzane, fra l’altro, riconosce grande importanza alle nuove generazioni. La scelta del vincitore, infatti, è affidata anche a 400 studenti provenienti da 25 istituti scolastici, di cui 24 italiani e uno straniero, il Lycée René Char di Avignone, in Francia. Le giurie scolastiche, oltre a essere un pilastro del Premio fin dalla sua nascita, costituiscono un ponte tra il mondo della letteratura e quello della scuola.
Lattes Grinzane, non solo premio letterario
L’edizione 2026 del Premio Lattes Grinzane è stata segnata dal ricordo di Caterina Bottari Lattes, fondatrice del riconoscimento, scomparsa nell’agosto 2026 all’età di 89 anni. La cerimonia ha visto anche la partecipazione di un’altra figura di spicco della letteratura contemporanea, Amitav Ghosh, insignito del Premio Speciale Lattes Grinzane 2026. Nato a Calcutta nel 1956 e residente a New York, Ghosh è un autore prolifico le cui opere sono tradotte in oltre trenta lingue. Tra i suoi lavori più noti figurano la trilogia della Ibis (composta da Mare di papaveri, Il fiume dell’oppio e Diluvio di fuoco).
La manifestazione non si limita alla sola cerimonia di premiazione, ma si articola in una serie di iniziative che coinvolgono il pubblico e gli addetti ai lavori. Un esempio è la collaborazione, giunta al terzo anno, con la rassegna “Cervo in Blu d’inchiostro”, che porta i protagonisti della letteratura contemporanea nel suggestivo borgo di Cervo, in provincia di Imperia. In questa occasione, ad esempio, il 18 ottobre, Andrew Miller, uno dei finalisti, è stato ospite all’Oratorio di Santa Caterina, in un incontro condotto da Walter Scavello, docente di Inglese del Liceo Cassini di Sanremo.
Per orientarsi fra testo e contesto
Il Premio Lattes Grinzane, promosso dalla Fondazione Bottari Lattes in memoria dello scrittore, editore e artista Mario Lattes (1923-2001), si è affermato come uno degli appuntamenti culturali più significativi del panorama italiano. La vittoria di Julia Deck, che nel 2024 aveva già conquistato il prestigioso Prix Médicis in Francia, vede una crescente attenzione verso opere che si muovono lungo i confini tra autobiografia e finzione, tra memoria individuale e storia collettiva.
Julia Deck, nata a Parigi nel 1974, ha alle spalle una carriera giornalistica e una produzione letteraria che include altri cinque romanzi, tutti tradotti in diverse lingue. La sua opera si colloca in un filone di narrativa contemporanea che, pur attingendo all’esperienza personale, riesce a trascenderla. È il caso di Ann d’Inghilterra che, pur partendo da vicende personali, riesce a toccare corde universali, fino a invitare il lettore a interrogarsi sulla propria storia, sui propri legami e sul significato stesso dell’esistenza.





