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«Dolci le mie parole», il meglio della poesia di D’Annunzio

Un’antologia, curata da Giordano Bruno Guerri, aiuta a riscoprire la grande lirica del “Vate” liberandola dalle stratificazioni di interpretazioni distorte e pregiudizi.
  • La silloge Dolci le mie parole, curata da Giordano Bruno Guerri, è una selezione delle liriche più significative di Gabriele D’Annunzio.
  • Il cuore della raccolta è rappresentato dai versi composti tra l’Ottocento e il Novecento, in particolare quelli delle Laudi.
  • L’influsso di D’Annunzio si estende fino a oggi e riemerge nei testi della canzone italiana, che ne siano consapevoli o meno gli interpreti.

Al di là delle gesta eroiche, dell’estetismo ricercato e persino del culto del piacere, cosa rimane veramente di Gabriele D’Annunzio se non la sua poesia? Una domanda retorica che necessita di essere liberata dalle stratificazioni di polemiche e interpretazioni distorte che spesso offuscano la figura del “Vate”. D’Annunzio, infatti, una personalità complessa e poliedrica, sfugge alle facili etichette e alle categorizzazioni accademiche, e richiede un approccio che ne consideri la molteplicità di sfaccettature.

La sua poesia, in fondo, è ciò che permane, perché testimonia la vivacità e l’originalità dei suoi versi. Le antologie, in questo senso, rappresentano un tentativo di saldare un debito inestinguibile con un classico. In questo contesto si inserisce la curatela di Giordano Bruno Guerri che, per Crocetti, si è occupato di una selezione delle più belle poesie di D’Annunzio intitolata Dolci le mie parole. La scelta di Guerri non è casuale: lo storico è uno dei massimi esperti della vita e delle opere del poeta, oltre a essere il presidente della Fondazione Vittoriale degli Italiani, custode dell’ultima dimora di D’Annunzio sul lago di Garda.

Dolci le mie parole, la poesia di D’Annunzio

La silloge si chiude con le liriche del 31 ottobre 1935, redatte a circa 60 anni dalla pubblicazione di Primo vere. Versi che sembrano preannunciare la sua prossima fine, sopraggiunta il 1° marzo 1938:

Ogni uomo nella culla | succia e sbava il suo dito | ogni uomo seppellito | è il cane del suo nulla.

Strofe che, discostandosi dal tono celebrativo de La canzone del Quarnaro, attestano come la morte fosse un elemento costante nella meditazione del poeta, benché affrontata da angolazioni differenti.

Il criterio editoriale adottato da Guerri è quello cronologico, partendo dai primi componimenti giovanili che risalgono all’età di 16 anni. Il cuore della raccolta è rappresentato dai versi composti tra l’Ottocento e il Novecento, in particolare quelli delle Laudi, il poema che raccoglie le poesie scritte durante l’estate trascorsa con Eleonora Duse (Ermione) in Versilia. Da questo periodo fecondo nasce La pioggia nel pineto (1902), uno dei componimenti più celebri e amati di D’Annunzio.

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Eleonora Duse, Modugno e Carmen Consoli

È proprio a proposito di La pioggia nel pineto che Guerri sottolinea la sorprendente presenza di D’Annunzio nella cultura popolare, spesso in modo inaspettato. Nel 1958, Domenico Modugno, reduce dal successo planetario di Nel blu, dipinto di blu, durante una tournée in America, fu ispirato da una scena di addio tra due innamorati sotto la pioggia nella stazione ferroviaria di Pittsburgh, la città in cui morì Eleonora Duse. Da questa ispirazione nacque Piove (Ciao ciao bambina), un altro trionfo mondiale, con versi come Vorrei trovare parole nuove / ma piove, piove sul nostro amor.

Un episodio che evidenzia come la figura di D’Annunzio e la sua relazione con la Duse fossero ancora vive nell’immaginario collettivo, filtrate attraverso la sensibilità di un grande cantautore italiano. Anche Carmen Consoli, citando Modugno, evoca indirettamente D’Annunzio, forse senza esserne pienamente consapevole. Come sottolinea Guerri nell’introduzione, la persistenza del “Vate” nella cultura italiana risiede nella sua capacità di celebrare, in modo totale e anticonformista, «l’immensa gioia di vivere», una dote rara che ha contraddistinto pochi maestri.

I temi della poesia di Gabriele D’Annunzio

La selezione di poesie curata da Guerri offre uno spaccato completo dell’evoluzione stilistica e tematica di D’Annunzio. Dai primi componimenti giovanili, influenzati dal gusto tardo-romantico, si passa alle sperimentazioni del periodo delle Laudi, caratterizzate da un linguaggio ricco di immagini e da un’esaltazione della bellezza e della vitalità. In queste opere, la natura diventa uno specchio dell’anima del poeta, che si immerge nella pienezza dell’esperienza sensoriale, celebrando l’amore, la passione e la gioia di vivere.

Successivamente, la poesia di D’Annunzio si fa più introspettiva, per affrontare temi come la morte, il tempo che passa e la fragilità dell’esistenza. I versi diventano più asciutti e essenziali, mentre gli eccessi retorici del periodo precedente vengono abbandonati. Tuttavia, anche in queste opere più mature, rimane intatta la capacità del poeta di evocare emozioni intense e di trasmettere al lettore la sua visione del mondo, dominata da un’incessante ricerca di bellezza e di significato.

Per orientarsi fra testo e contesto

La poesia di D’Annunzio, per certi versi, può essere accostata ad altre forme d’arte del periodo decadentista. Artisti come Giovanni Boldini e Medardo Rosso, ad esempio, condividono con D’Annunzio la stessa sensibilità estetica e la stessa attenzione alla rappresentazione della bellezza e della sensualità. Allo stesso modo, la poesia di D’Annunzio può essere messa in relazione con le opere di altri poeti del suo tempo, come Giovanni Pascoli e Guido Gozzano che, pur con stili diversi, hanno affrontato temi simili come la fragilità dell’esistenza e la nostalgia per un mondo perduto.

La pubblicazione di Dolci le mie parole, quindi, rappresenta un’occasione preziosa per avvicinarsi o riavvicinarsi alla poesia di Gabriele D’Annunzio. Guerri, oltre a proporre una selezione accurata delle liriche dell’autore abruzzese, scrive un’introduzione illuminante che contestualizza l’opera poetica all’interno della complessa figura di D’Annunzio. Per chi volesse approfondire ulteriormente la conoscenza del poeta, si consiglia la lettura di altre opere di Giordano Bruno Guerri dedicate a D’Annunzio, come ad esempio le sue biografie o i suoi saggi critici. Inoltre, è utile esplorare il sito web del Vittoriale degli Italiani, la casa-museo di D’Annunzio, per immergersi nel suo mondo e nella sua arte.


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