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- Michele Emiliano, dopo essere stato presidente della Regione Puglia dal 2015 al 2026, approda in libreria con L’alba di San Nicola.
- La storia, un noir, è caratterizzata da un tessuto narrativo ricco di indagini infarcite di imprevisti drammatici.
- Il romanzo di Emiliano fa venire in mente le opere di Gianrico Carofiglio, anche lui magistrato, politico e scrittore di gialli.
Michele Emiliano è stato presidente della Regione Puglia dal 2015 al 2026. Prima ancora, ha ricoperto il ruolo di sindaco di Bari dal 2004 al 2014. Prima ancora, ha vestito i panni del magistrato. E adesso? Adesso ha deciso di fare lo scrittore, pubblicando L’alba di San Nicola, un noir scritto per Solferino. È il destino di molti personaggi pubblici che, probabilmente per continuare a stare sulla cresta dell’onda, a un certo punto della vita decidono di darsi alla penna. Basti pensare a Walter Veltroni che, quando non è intento a intervistare un bot, sforna gialli di ambientazione romana. Il giallo, poi, è il refugium peccatorum di un autore che voglia farsi leggere da un pubblico ampio. E Michele Emiliano non fa eccezione.
Il suo romanzo infatti prende avvio attraverso l’immagine dell’alba successiva alla celebrazione di San Nicola. È il 1911 e sulla spiaggia barese emerge la figura senza vita di una giovane donna di nome Anna, brutalmente assassinata con un’unica coltellata al cuore. Un particolare attira subito lo sguardo degli astanti: tra le mani della defunta è serrato un bottone militare che riporta il monogramma del sovrano. Sabino Lepore, amico d’infanzia della vittima e innamorato della ragazza, ma soprattutto ai margini della società, diviene rapidamente il capro espiatorio.
Lo scrittore Michele Emiliano indaga

La storia è caratterizzata da un tessuto narrativo ricco di indagini infarcite di imprevisti drammatici. Al centro dell’azione troviamo il maresciallo Michelangelo Piemontese. Mosso da un forte desiderio di giustizia, non si piega all’idea che il destino sia già segnato e che il colpevole sia quello designato dall’opinione pubblica. Così decide di intraprendere una missione a Napoli, dove incontra Maria, giovane avvocatessa nonché intima conoscente della defunta Anna che aiuta il maresciallo ad affrontare l’indagine.
La figura affascinante ed emancipata della protagonista femminile porta con sé delle tensioni nelle dinamiche familiari del maresciallo Piemontese, poiché non lascia indifferente la moglie Concetta. A questo si aggiunge l’arrivo determinante del padre di Maria, che intende schierarsi al fianco dell’imputato Sabino. Man mano il libro si colora di un’intricata serie di inganni, intimidazioni e allusioni che rimandano a luoghi simbolici come la basilica dedicata a San Nicola o a meccanismi corrotti dei centri nevralgici del potere locale. Il tutto mentre l’Italia è sull’orlo dell’impegno bellico verso la Libia.
Un romanzo che parla delle donne del sud
L’alba di San Nicola intreccia elementi di suspense giudiziaria con una riflessione sulla società italiana di inizio Novecento. Michele Emiliano, alla sua prima prova da scrittore, ha spiegato che si tratta di «un romanzo che parla delle donne, parla del sud, parla dell’indagine giudiziaria penale, ma anche dell’orrore che si prova per la guerra e del fatto che i soldati, quelli che vanno in guerra sul serio, non i politici che li mandano o i loro comandanti, sono i pacifisti professionisti, quelli che sanno perfettamente che cos’è la guerra e la odiano profondamente». Il che, detto da un ex politico, suona quantomeno cacofonico.
Emiliano però non dimentica di rimarcare il contesto geografico in cui nasce la sua opera: «Il libro parte da una memoria antica, perché nella mia famiglia c’erano molte persone che hanno vissuto la guerra e l’orrore che la guerra determina in chi la vive. Però c’è anche una grande prospettiva di futuro – mi auguro -, perché attraverso l’entusiasmo e la voglia di combattere, di battersi per la giustizia e per l’uguaglianza, noi ci auguriamo che il mondo intero, ma in particolare il sud dell’Italia, riesca a riscattare una storia difficile, combattuta, perché nel libro si parla anche di quanto è difficile essere meridionale, oltre che essere poveri e senza opportunità».
Per orientarsi fra testo e contesto
Il romanzo dello scrittore Michele Emiliano prova a esplorare le zone d’ombra del potere e le dinamiche sociali tipiche della storia italiana. L’ambientazione barese, con la sua ricca tradizione culturale e religiosa, conferisce al racconto un’atmosfera autentica. L’intreccio tra intrighi internazionali e colpi di scena giudiziari, ha lo scopo poi di stimolare una riflessione critica sul ruolo della giustizia e su come si definisca la responsabilità individuale.
L’alba di San Nicola fa venire in mente i romanzi di Gianrico Carofiglio, anche lui magistrato, politico e scrittore di gialli. Anche lui figlio del capoluogo pugliese. Michele Emiliano, nella sua veste di scrittore agli esordi, non potrà certo eguagliare il “collega” che, al suo attivo, può vantare già diverse pubblicazioni. Tuttavia potrebbe seguirne le orme come autore di successo. Chissà.





