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- Si è conclusa domenica 12 luglio la nona edizione di Pompeii Theatrum Mundi, la rassegna estiva organizzata dal Teatro di Napoli - Teatro Nazionale.
- Il bilancio finale riporta 11 rappresentazioni, 8 sold out, 213 tra artisti e tecnici coinvolti, oltre 15.000 spettatori.
- La programmazione si è concentrata sulla riscrittura del mito classico e la ricerca coreografica contemporanea attraverso quattro opere.
Si è conclusa domenica 12 luglio la nona edizione di Pompeii Theatrum Mundi, la rassegna estiva organizzata dal Teatro di Napoli – Teatro Nazionale in collaborazione con la Direzione del Parco Archeologico di Pompei. L’evento si è svolto all’interno degli spazi del Teatro Grande, dal 18 giugno fino al termine della programmazione.
I risultati registrati documentano l’ottimo andamento della partecipazione. Il bilancio finale riporta 11 rappresentazioni, 8 sold out, 213 tra artisti e tecnici coinvolti, oltre 15.000 spettatori e un tasso medio di riempimento del teatro del 95% della capienza massima consentita.
Il pubblico che ha assistito alle serate è risultato eterogeneo per provenienza e fascia d’età, con la presenza di residenti campani, spettatori provenienti da altre regioni italiane e turisti in visita agli scavi archeologici.
I quattro spettacoli messi in scena
La programmazione si è concentrata sulla riscrittura del mito classico e la ricerca coreografica contemporanea attraverso quattro progetti.
Le Baccanti di Euripide per la regia di Theodoros Terzopoulos

Coproduzione firmata da Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, Teatro di Roma e Attis Theatre Company, lo spettacolo ha inaugurato la rassegna. Il regista greco ha riletto la figura di Dioniso (interpretato da Roberto Latini) come archetipo del rifugiato e dello straniero, tracciando un parallelo tra il viaggio del dio e i flussi migratori moderni attraverso il Mediterraneo. Nel cast figurano anche Alvia Reale (Agave), Enzo Vetrano (Cadmo), Stefano Randisi (Tiresia) e Marco Cacciola (Penteo). Maggiori dettagli sulla produzione sono disponibili sul portale di Emilia Romagna Teatro.
L.A.V.A. con le coreografie di Emio Greco, Pieter C. Scholten e Roberto Zappalà
Una produzione internazionale di danza che ha unito le compagnie ICK Dans Amsterdam e Compagnia Zappalà Danza. Il lavoro indaga sulla forza endogena e autodistruttiva della crosta terrestre, creando un parallelismo tra le reazioni geologiche e gli impulsi emotivi dell’essere umano. La scelta del Teatro Grande di Pompei ha offerto una risonanza diretta con la storia vulcanica del sito.
Alcesti di Euripide per la regia di Filippo Dini
La messinscena ha visto Deniz Ozdogan nel ruolo di Alcesti e Aldo Ottobrino in quello di Admeto, con la colonna sonora originale composta dal trombettista Paolo Fresu. Il regista si è concentrato sul mistero del ritorno dall’Ade: la protagonista, sacrificatasi per amore del marito, sperimenta l’orrore della morte e ritorna mutata, trasformando il dramma in una tragedia incentrata sulla sacralità e la forza del femminile.
I Persiani di Eschilo per la regia di Àlex Ollé
Realizzato in collaborazione con l’INDA (Istituto Nazionale del Dramma Antico), lo spettacolo ha chiuso la rassegna. Il regista catalano ha focalizzato l’attenzione sul limite del potere e sulla dignità dei vinti di fronte alla sconfitta inevitabile. Il cast principale ha visto la partecipazione di Anna Bonaiuto nei panni di Atossa, Alessio Boni nel ruolo dello Spettro di Dario, Giuseppe Sartori (il Messaggero) e Massimo Nicolini (Serse).
Le undici serate hanno confermato come il sito archeologico possa rappresentare una location adatta e pertinente in qualità di spazio di lavoro e messa in scena per le produzioni teatrali contemporanee.
Per orientarsi fra testo e contesto
Luciano Cannito, Presidente del CDA del Teatro di Napoli, ha analizzato i dati di affluenza, dichiarando: «La nona edizione di Pompeii Theatrum Mundi conferma la crescita costante di un Festival che è ormai tra gli appuntamenti più prestigiosi del panorama teatrale italiano ed europeo. I numeri di questa edizione testimoniano come l’incontro tra il Teatro di Napoli – Teatro Nazionale e il Parco Archeologico di Pompei abbia dato vita a un modello culturale capace di coniugare eccellenza artistica, valorizzazione del patrimonio e grande partecipazione del pubblico».
Sulla stessa linea il Direttore Artistico Roberto Andò, che ha commentato il ruolo del sito per i professionisti del settore: «Il festival che il Teatro Nazionale di Napoli ospita al Teatro Grande di Pompei è ormai un appuntamento tra i più significativi della stagione teatrale. E non lo è solo per gli spettatori ma anche per gli attori e registi che ogni anno vengono a lavorare su quelle pietre con grande entusiasmo».
Al termine di questa edizione, la direzione del teatro e i vertici del Parco Archeologico di Pompei hanno confermato l’avvio della pianificazione per l’estate 2027, anno in cui la rassegna teatrale raggiungerà il traguardo del suo decimo anniversario.







