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Gli anni in bianco e nero

«Gli anni in bianco e nero» in un’Italia vista da quattro sorelle

Francesca Giannone torna a raccontare storie di emancipazione femminile ambientate, come nei suoi precedenti romanzi, nel Salento del secolo scorso.
  • Francesca Giannone torna con un nuovo romanzo, Gli anni in bianco e nero, dopo il grande successo dei suoi precedenti lavori.
  • Il romanzo è ambientato nel Salento degli anni Sessanta e segue le vicende di quattro sorelle, Maria, Giovanna, Ada e Mimì.
  • Il libro, attraverso le vite delle sorelle Elia, racconta le lotte operaie, le occupazioni studentesche e la nascita dei primi movimenti femministi.

A fine maggio esce per l’editore Nord il nuovo romanzo di Francesca Giannone, Gli anni in bianco e nero. Dopo il successo di La portalettere e Domani, domani, l’autrice torna a raccontare storie di donne alla ricerca della propria identità in un paese in trasformazione. Il libro, presentato come un racconto di «sogni ostinati che, piano piano, accendono di colore le loro vite», potrebbe replicare il successo dei precedenti lavori di Giannone, bestseller da oltre 800 mila copie.

La portalettere, il suo romanzo d’esordio, è stato il più venduto del 2023, ha vinto il Premio Bancarella e il Premio Amo Questo Libro ed è stato tradotto in 44 Paesi, Il secondo romanzo, Domani, domani, è stato tra i più letti in Italia nel 2024.

Il Salento degli anni 60 delle sorelle Elia

Il romanzo ci trasporta nel Salento degli anni Sessanta, dove vivono Maria, Giovanna, Ada e Mimì, quattro sorelle che lavorano nella sartoria di famiglia. La loro vita è scandita dal ritmo lento dell’ago e del filo e dai divieti imposti dal padre, che teme la loro libertà. In un’epoca in cui le donne sono relegate a un ruolo subalterno, le sorelle Elia custodiscono sogni e aspirazioni che faticano a emergere. Giovanna trova rifugio nella musica ribelle, Ada nei romanzi di Jane Austen, Maria aspira a una vita diversa e Mimì, la più giovane, scopre la magia del cinema nella cabina di proiezione dell’Apollo.

Mentre il paese è scosso dalle lotte operaie, dalle occupazioni studentesche e dalla nascita dei primi movimenti femministi, le sorelle Elia intraprendono una rivoluzione silenziosa per affermare i propri desideri e diritti. Mimì, armata di una cinecamera, decide di documentare la loro vita, senza cercare la bellezza, ma la verità. Filma le sorelle che danno vita a un’impresa quasi impossibile, i loro sguardi e gesti, un matrimonio “normale” ma pieno di incertezze. Il suo film diventa un atto di resistenza, un modo per cambiare la sua vita e quella degli altri.

Cosa ne pensi?
  • Un romanzo che celebra la forza delle donne salentine... 💪...
  • Temo che il romanzo cada nei soliti cliché... 😔...
  • Interessante il parallelismo con 'La portalettere', ma... 🤔...

La “resistenza” ne Gli anni in bianco e nero

Gli anni in bianco e nero è un romanzo che parla di resistenza, di cambiamento e della forza delle donne. Attraverso la storia delle sorelle Elia, Giannone ci racconta un’Italia in trasformazione, in cui le donne lottano per affermare i propri diritti e realizzare i propri sogni. L’opera si addentra nelle dinamiche familiari, nelle aspirazioni individuali e nelle sfide sociali di un’epoca cruciale per la storia italiana. La sartoria di famiglia diventa il palcoscenico di una rivoluzione silenziosa, dove le sorelle Elia, armate di forbici e determinazione, cercano di ritagliarsi il proprio spazio nel mondo. La figura di Mimì, con la sua cinecamera, incarna la volontà di documentare la realtà, di dare voce a chi non ne ha e di trasformare la propria vita attraverso il racconto.

Il contesto storico in cui si svolge la vicenda è fondamentale per comprendere le sfide affrontate dalle protagoniste. Gli anni Sessanta sono un periodo di grandi cambiamenti sociali e culturali, caratterizzati dalle lotte operaie, dalle occupazioni studentesche e dalla nascita dei primi movimenti femministi. Un contesto in cui le sorelle Elia si trovano a confrontarsi con i divieti del padre, le aspettative della società e i propri desideri. La loro lotta per l’emancipazione diventa un simbolo della più ampia battaglia delle donne italiane per l’uguaglianza e la libertà.

Per orientarsi fra testo e contesto

Francesca Giannone, nata a Lecce nel 1982, possiede una solida formazione nel campo della comunicazione e del cinema. Dopo aver conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione, ha perfezionato i suoi studi presso il Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma e si è dedicata alla catalogazione dei volumi per l’Associazione Luigi Bernardi a Bologna, partecipando inoltre al corso biennale di scrittura della Bottega di Narrazione Finzioni.

Gli anni in bianco e nero si inserisce in un filone narrativo che punta a valorizzare le storie di donne e la memoria storica che spesso le ha trascurate. «Perché – come spiega l’editore – tutti noi abbiamo vissuto anni in bianco e nero con la speranza di farli diventare un film a colori».


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