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La nuova opera di Can Xue, un viaggio nell’inconscio cinese

Arriva in Italia «La vecchia nuvola fluttuante», un romanzo nel quale la grande scrittrice si addentra nelle paure e nelle nevrosi di un popolo e dell'umanità in generale.
  • Esce per Utopia editore La vecchia nuvola fluttuante, il nuovo romanzo della scrittrice cinese Can Xue.
  • Can Xue, pseudonimo di Deng Xiaohua, è stata tra le favorite per il Premio Nobel per la Letteratura 2024.
  • Il panorama editoriale italiano del 2026 vede un crescente interesse per la letteratura cinese, con numerose nuove pubblicazioni che spaziano dalla narrativa alla saggistica e al fumetto.

Il 12 giugno 2026 esce, per i tipi di Utopia editore, il nuovo romanzo di Can Xue intitolato La vecchia nuvola fluttuante. L’opera, tradotta dal cinese da Maria Rita Masci, si inserisce nel filone della narrativa sperimentale e d’avanguardia che ha reso celebre l’autrice, pseudonimo di Deng Xiaohua, nata a Changsha nel 1953. Can Xue è una delle voci più originali della letteratura cinese contemporanea, tanto da essere stata tra le favorite per il Premio Nobel per la Letteratura 2024. La sua capacità di addentrarsi nell’animo umano attraverso una prosa lirica e visionaria la rende un punto di riferimento per chi cerca una letteratura che trascenda i confini del realismo tradizionale, in cerca di una prospettiva inedita sulle angosce e sulle speranze dell’esistenza.

La vecchia nuvola fluttuante si svolge in un’atmosfera sospesa e vede due coppie sposate vivere in abitazioni confinanti da quasi un decennio. I ritmi della loro quotidianità sono scanditi dal ciclo di un gelso, i cui candidi petali, una volta caduti, emanano un aroma pungente e quasi snervante, capace di annebbiare le menti. In questo contesto, i quattro personaggi si osservano reciprocamente, con sospetto, condividendo gli stessi sogni e muovendosi come sonnambuli, ciascuno immerso nelle proprie ossessioni. Comunicano senza realmente ascoltarsi o comprendersi, in un dialogo che si rivela vano. Una delle coppie ha una figlia adolescente, mentre l’altra non ha prole. La fragile armonia del vicinato si frantuma quando un adulterio si consuma trasversalmente alle due famiglie, trasformando i rapporti di buon vicinato in un disastro.

Can Xue, quando l’opera riflette la vita

La nuova opera di Can Xue è una rappresentazione tragica e farsesca di un’umanità divorata dalla paura e dalle nevrosi, che si sente perseguitata proprio da coloro che le sono più vicini e che dovrebbero invece amarla. In questo scenario, i padri detestano i figli, i mariti le mogli e i suoceri i generi. Il romanzo è un riflesso della biografia dell’autrice, segnata da esperienze che hanno profondamente influenzato la sua produzione letteraria. Fin da bambina, la sua famiglia è stata perseguitata dal regime comunista cinese, i genitori etichettati come “estremisti di destra” e costretti alla rieducazione nei campi di lavoro. Durante l’infanzia, Can Xue ha conosciuto la fame, riuscendo a sopravvivere grazie all’aiuto della nonna, che la nutriva con bacche ed erbe. La nonna, figura centrale nella sua vita, morì di idropisia poco tempo dopo. Queste esperienze sono confluite nel racconto La lunga estate nel sud.

La vocazione letteraria di Can Xue non è stata immediata. Dopo aver svolto diversi lavori, tra cui quelli di operaia, insegnante e sarta, e aver conosciuto il futuro marito Lu Yong, che ha sposato nel 1978, ha iniziato a dedicarsi alla scrittura solo verso la metà degli anni Ottanta. A ventisei anni, è entrata in contatto con la letteratura modernista occidentale, leggendo autori come Camus, Sartre, Ionesco e Beckett. L’apertura di una sartoria con il marito le ha poi fornito il sostentamento necessario per dedicarsi a tempo pieno alla lettura e alla scrittura. Nel 1985, alcune sue novelle sono state pubblicate su una rivista letteraria di Changsha, mentre nel 1988 ha dato alle stampe il suo primo romanzo, il controverso Wuxiang jie, che ha segnato l’inizio di una carriera letteraria che l’avrebbe portata a essere tradotta in numerose lingue, tra cui giapponese e inglese. Negli anni Novanta, Can Xue ha ampliato la sua attività nella critica letteraria, concentrandosi sull’analisi di opere occidentali. Tra i suoi saggi più celebri spicca Il castello dell’anima, un’opera del 1999 dedicata a Franz Kafka.

La letteratura dell’anima di Can Xue

Can Xue stessa ha definito il proprio atto di scrivere come la «performance di un’anima», un gesto creativo puro e non contaminato, che sgorga dalle profondità più recondite dell’inconscio. Il riconoscimento internazionale del suo valore artistico è arrivato solo nei primi anni Duemila. La critica oggi la considera un’esponente di spicco della letteratura sperimentale, elogiandone la sensibilità, la rottura con la tradizione e il lirismo della prosa. La sua è una “letteratura dell’anima”, che si distingue dalla letteratura commerciale cinese in voga nei primi anni Novanta.

La sua opera è stata riconosciuta a livello mondiale, con la finale al Neustadt Prize nel 2016 e le candidature all’International Booker Prize nel 2019 e nel 2021. Al momento dell’uscita de La vecchia nuvola fluttuante, Can Xue ha all’attivo tre romanzi, cinquanta novelle, centoventi racconti brevi e sei volumi di saggi di critica letteraria. Tra le sue opere tradotte in italiano da Utopia editore, oltre al romanzo in uscita, si ricordano Dialoghi in cielo (maggio 2023), una raccolta di racconti che esplora una civiltà in bilico tra antico e moderno, e La strada di fango giallo (maggio 2024), un romanzo onirico e visionario che descrive una società al collasso. Quest’ultimo, pubblicato in Italia con il contributo dell’Istituto Confucio di Milano, è un esempio della sua capacità di raccontare l’incubo della Cina attraverso una scrittura irriducibile a qualsiasi censura.

L’uscita di La vecchia nuvola fluttuante manifesta un contesto editoriale italiano sempre più attento alla letteratura cinese contemporanea, come testimoniato dalle numerose pubblicazioni previste per il 2026. Questo interesse non si limita alla narrativa d’avanguardia di Can Xue, ma abbraccia un’ampia gamma di generi, dalla saggistica alla poesia, dal teatro al cinema, tale da offrire al lettore italiano una finestra privilegiata su una cultura complessa e in continua evoluzione.

Per orientarsi fra testo e contesto

Tra le uscite del 2026, si segnalano opere che esplorano la storia e le trasformazioni sociali della Cina. Tra queste, Le figlie di Shandong di Eve J. Chung (Tea), tradotto da Maria Elisabetta De Medio, è la storia di una famiglia durante la guerra civile cinese del 1948. O, ancora, Cipria di Su Tong (nuova edizione Theoria), tradotto da Maria Rita Masci, rappresenta uno spaccato della vita di due prostitute arrestate e confinate in un campo di lavoro durante il regime comunista.

Oltre alla narrativa, la saggistica contribuisce a una comprensione più approfondita del contesto cinese. Primavera ed altri scritti di Li Dazhao (Luni Editrice), tradotto da Claudia Pozzana, raccoglie testi di un pensatore chiave del Movimento Nuova Cultura e del Quattro Maggio, al crocevia fra tradizione confuciana, democrazia e socialismo. Media cinesi. Fonti, metodi, analisi di Martina Caschera e Natalia Francesca Riva (Carocci) propone invece uno sguardo articolato sul complesso sistema comunicativo della Repubblica Popolare Cinese, dalla stampa ai social media, fornendo strumenti per comprendere come la Cina costruisce e diffonde la propria produzione culturale.

Non mancano libri che affrontano le sfide e le contraddizioni della Cina moderna. Il coniglio sulla luna di Jennifer Haigh (Bollati Boringhieri), tradotto da Maria Giulia Castagnone, esplora le dinamiche familiari e i segreti celati dietro la vita di una giovane americana in Cina. Cina. La mappa che spiega l’ascesa di una superpotenza di Tim Marshall (Garzanti), tradotto da Davide Martirani, analizza lo straordinario sviluppo del Paese a partire dalla conformazione del territorio, dal futuro di Taiwan e dal ruolo della Cina come potenza navale.

Il panorama editoriale include anche opere che valorizzano la cultura e la storia cinese attraverso linguaggi diversi. Il sinologo che non c’era. Alla riscoperta delle opere di Giuseppe Barone (1861-1924) di Renata Vinci (Orientalia Editrice) riporta alla luce il contributo di un brillante studioso napoletano alla sinologia italiana. Gli 8 immortali di Ciaj Rocchi e Matteo Demonte (Orientalia Editrice), a cura di Miriam Castorina e Valentina Pedone, è una raccolta di otto racconti a fumetti che esplorano la Cina e la sua diaspora attraverso personaggi e vicende significative.

Infine, la letteratura per ragazzi e il genere fantasy trovano spazio con opere come Esploriamo il Mar Cinese del Sud con Jiligu. Alla scoperta della Nanhai 1 di Xiazi (Pedrini), tradotto da Giulia Malano, un fumetto che racconta il Mar Cinese ai più giovani, e The dragon wakes with thunder. Un patto tra fulmini e tempeste di K. X. Song (De Agostini), tradotto da Denise Silvestri, un fantasy epico che vede una protagonista femminile lottare per il proprio destino in un regno in subbuglio.


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