E-Mail: [email protected]
- L’iraniano di David McCloskey, ex analista della CIA, è approdato nelle librerie italiane, dopo essere stato un bestseller per il Sunday Times.
- L’opera offre un’analisi del mondo dello spionaggio, arricchita dall’esperienza diretta dell’autore nei servizi segreti americani.
- La trama segue Kamran Esfahani, un dentista iraniano a Stoccolma che, per finanziare il suo sogno di trasferirsi in California, collabora con il Mossad.
L’iraniano, il romanzo di spionaggio firmato da David McCloskey, ex analista della CIA, è stato inserito tra i bestseller del Sunday Times (titolo originale The Persian). Approda adesso in Italia, pubblicato da Salani, accompagnato da un sottotitolo enfatico: La vendetta, l’inganno e il potere dell’amore e del perdono in un mondo di menzogne.
Il romanzo vuole essere un’approfondita analisi del mondo dello spionaggio – spesso oggetto di idealizzazioni o stereotipi -, descritto da McCloskey con toni al contempo realistici e disillusi. Grazie alla sua esperienza nei servizi segreti americani, dove ha sviluppato competenze specifiche nel campo della politica energetica nel Medio Oriente attraverso studi presso la Johns Hopkins School for Advanced International Studies ed esperienze operative nelle varie filiali della CIA, l’autore riesce a infondere all’opera una rara autenticità. A cui si aggiungono le collaborazioni con enti governativi quali il Congresso e la Casa Bianca, che contribuiscono a far conoscere aspetti fondamentali della sicurezza nazionale nei settori aerospaziale e dei trasporti.
La trama del romanzo L’iraniano

Kamran Esfahani è un dentista iraniano che vive un’esistenza anonima a Stoccolma, finché non decide di diventare una spia per finanziare il suo progetto di cambiare vita e trasferirsi in California. Accetta di collaborare quindi con il Mossad in Iran, in un’unità clandestina incaricata di seminare caos e sabotare il Paese. Ma più si addentra nel mondo dello spionaggio, più il confine tra la sua vita normale e la sua identità segreta svanisce. Catturato dalle forze di sicurezza iraniane, Kamran è costretto a confessare la sua storia a partire dall’omicidio spietato di Abbas Shabani, uno scienziato iraniano al lavoro su una tecnologia per droni armati. E proprio quando il lettore è convinto di aver decifrato il disegno complessivo dell’operazione, McCloskey ribalta la scacchiera con rivelazioni che rimettono in discussione ogni cosa.
Il colpo di scena scuote le certezze consolidate dei lettori fino ad allora. Infatti, si apprende che Kamran cela ancora un’importante verità sconosciuta. Questa scoperta finale rende ancor più stratificata sia la figura del protagonista sia lo sviluppo narrativo globale, portando così i lettori a riflettere sulla natura ingannevole dell’universo dello spionaggio dove la verità spesso può celare stravolgimenti inattesi. L’opera, in tal senso, fa immergere nelle dinamiche psicologiche e nei dilemmi morali che influenzano coloro che vivono ai margini, forzati a fare scelte radicali con effetti difficili da prevedere.
David McCloskey tra finzione e realtà
La carriera di David McCloskey è un elemento fondamentale per comprendere la profondità e l’accuratezza del suo romanzo. Durante il periodo della Primavera araba, un momento di grande fermento e instabilità geopolitica, McCloskey ha operato direttamente nelle stazioni sul campo della CIA. Ha svolto un tirocinio significativo nel Centro antiterrorismo, focalizzandosi in particolare sulla jihad in Siria e Iraq. Questa esperienza diretta con le realtà più crude del conflitto e del controterrorismo globale ha plasmato la sua visione e arricchito il suo bagaglio di conoscenze, elementi che emergono con forza ne L’iraniano.
Non è un caso che il romanzo sia intriso di dettagli realistici. L’opera ritrae senza remore la violenza, il desiderio di ritorsione e le battaglie condotte nell’ombra dai servizi di intelligence. McCloskey non si limita a raccontare una storia, ma parla del costo umano dello spionaggio e delle cicatrici invisibili che molte operazioni lasciano sugli individui e sulle società. Il ritmo incalzante del racconto e le continue rivelazioni che mettono in discussione ogni certezza trascinano il lettore in un vortice di suspense. L’autore, già noto per essere co-conduttore del podcast di successo The rest in classified, dedicato allo spionaggio e all’intelligence, è giunto al suo quarto libro, consolidando la sua reputazione come voce autorevole e originale nel genere spy.
Per orientarsi fra testo e contesto
L’iraniano di David McCloskey si inserisce con prepotenza nel filone del thriller di spionaggio, ma lo fa con una profondità e un realismo che lo distinguono dal genere classico. L’opera non è solo un’avventura mozzafiato, ma anche una riflessione acuta sulle implicazioni etiche e umane delle operazioni segrete. La scelta di un protagonista come Kamran Esfahani, un uomo comune catapultato in un mondo di intrighi internazionali, permette all’autore di affrontare la fragilità dell’individuo di fronte a poteri soverchianti e le complesse motivazioni che spingono le persone a compiere scelte estreme.
David McCloskey, con la sua vasta esperienza nella CIA e nel settore della sicurezza nazionale, porta nel romanzo una conoscenza approfondita che si traduce in una narrazione ricca di dettagli autentici. Il che non solo rende la storia più credibile, ma offre anche al lettore una finestra su un mondo spesso inaccessibile. Un mondo che ha avuto tra suoi maestri Frederick Forsyth, scomparso il 9 giugno 2025.








