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Scherzetto Martone

Esce «Scherzetto» di Mario Martone (dal libro di Starnone)

Il nuovo film del regista napoletano, presentato fuori concorso all’83ª Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, è l’adattamento del romanzo di Domenico Starnone.
  • L’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ospita, fuori concorso, Scherzetto di Mario Martone.
  • La pellicola è l’adattamento dell’omonimo romanzo di Domenico Starnone pubblicato nel 2017.
  • Nel cast Toni Servillo interpretare un illustratore napoletano settantenne chiamato ad accudire il nipote Mario di soli cinque anni.

Scherzetto, il nuovo film di Mario Martone, presentato fuori concorso all’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, è l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Domenico Starnone, edito da Einaudi nel 2017. Martone ha confessato di essersi innamorato del romanzo a cominciare dal titolo. Il film è un esempio di come la letteratura possa essere trasposta in un linguaggio visivo che ne amplifica i significati. L’opera di Starnone, con la sua abilità nella rappresentazione delle relazioni umane, trova un degno interprete nell’arte visiva del regista Martone.

Quest’ultimo riesce a trasporre in forma cinematografica le complesse dinamiche tra i personaggi. Se la narrativa affronta tematiche quali la vecchiaia, la memoria, il legame col passato, nonché le tensioni tra generazioni, il cinema conferisce a questi argomenti una pertinenza con il panorama culturale contemporaneo, facendo in modo che raggiungano un vasto pubblico. La storia si svolge principalmente in una casa napoletana, un luogo carico di significati in cui il balcone assume un ruolo quasi metaforico, sospeso tra la dimensione privata dell’abitazione e la vitalità rumorosa della città di Napoli.

Interpreti, trama e produzione di Scherzetto

Al centro di Scherzetto troviamo Toni Servillo, che interpreta Daniele Mallarico, un illustratore napoletano settantenne. Dopo la perdita della moglie, Daniele vive una vita solitaria a Milano, una routine che viene bruscamente interrotta da una richiesta inaspettata: la figlia Betta gli chiede di tornare a Napoli, nella vecchia casa di famiglia, per occuparsi del nipote Mario. Il bambino, di soli cinque anni, viene dipinto come un piccolo prodigio che dimostra una conoscenza e una competenza fuori dal comune. Questa premessa getta le basi per un confronto serrato e spesso comico tra due personaggi agli estremi della vita, un nonno e un nipote che si trovano a condividere gli stessi spazi e, soprattutto, a misurarsi l’uno con l’altro.

Oltre a Toni Servillo, il cast comprende Lorenzo Perrotta nel ruolo del giovane Mario, Serena Rossi, Leonardo Lidi, Gianluca Di Gennaro e Giovanni Ludeno. L’adattamento firmato da Mario Martone e Ippolita di Majo offre una reinterpretazione che riesce a mantenere la fedeltà al romanzo originale di Starnone. La produzione è frutto della collaborazione tra Mad Entertainment e Rai Cinema, con l’apporto di Picomedia e il sostegno del ministero della Cultura. Per quanto riguarda la distribuzione nel mercato italiano, ci penserà 01 Distribution, mentre le vendite internazionali saranno gestite da Rai Cinema International Distribution.

I fantasmi personali e la sfida del tempo

Mario Martone, a proposito dei fantasmi personali che attraversano la pellicola, ha ammesso che, durante la realizzazione del film, si sono affacciati anche i suoi. Tanto da aver «cominciato a inseguirli con la macchina da presa». Il film, in tal senso, oltre a essere la trasposizione di un romanzo, rappresenta un veicolo attraverso cui il regista esplora le proprie inquietudini, le proprie memorie e le proprie riflessioni sul tempo che passa. La presenza del bambino agisce come un catalizzatore, riportando a galla interrogativi e fantasmi che Daniele, l’illustratore settantenne, aveva cercato di lasciare alle spalle.

Quelli che avrebbero dovuto essere pochi giorni di semplice accudimento si trasformano così in un’esperienza molto più profonda, un confronto ineludibile con il proprio passato e con la propria fragilità. In più, l’interazione con il piccolo Lorenzo Perrotta ha introdotto un elemento di imprevedibilità e spontaneità, dando al rapporto tra nonno e nipote, apparentemente leggero e giocoso, il timbro di una battaglia sottile ma intensa, di un confronto tra due modi di percepire la vita. Il film, quindi, è una riflessione sulla capacità dell’essere umano di affrontare il tempo che passa, di fare i conti con i propri ricordi e di accettare le proprie vulnerabilità. Il tutto attraverso lo sguardo innocente e al contempo sagace di un bambino.

Per orientarsi fra testo e contesto

Il film Scherzetto di Mario Martone riesce a fondere sapientemente l’intensa narrazione presente nel romanzo firmato da Domenico Starnone con l’approccio autoriale del regista napoletano. Come in opere precedenti come Nostalgia (2022) e Il sindaco del rione Sanità (2019), Martone indaga sulle relazioni socio-culturali che caratterizzano Napoli. Un’indagine in cui emerge tanto l’affetto per questa città quanto una intelligente comprensione delle sue peculiarità sociali. Con Scherzetto il regista sembra voler proseguire questo percorso, ma con un’angolazione più intima e introspettiva, che si concentra sul rapporto tra un nonno e un nipote come metafora delle sfide che ogni individuo affronta nel corso della propria vita.


Articolo ibrido in cui i contenuti selezionati dall’AI sono stati rivisti da un essere umano.(scopri di più)
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