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- La 74ª edizione del Premio Bancarella è stata vinta da Lorenza Gentile con il suo romanzo La volta giusta (Feltrinelli).
- Lucilla, la protagonista de La volta giusta, si trasferisce in un borgo alpino a milleduecento metri di altitudine con sole quindici anime.
- Il Premio Bancarella, istituito nel 1952, si distingue per la sua selezione operata direttamente da librai e bancarellai.
- Tra i premiati storici del Bancarella figurano giganti della letteratura come Ernest Hemingway, vincitore nel 1953 con Il vecchio e il mare, e Boris Pasternak con Il dottor Živago.
Lorenza Gentile, con il suo romanzo La volta giusta (Feltrinelli), si è aggiudicata la 74ª edizione del Premio Bancarella. L’annuncio è avvenuto il 28 luglio 2026 a Pontremoli, cuore pulsante della tradizione libraria italiana. Il premio, la cui peculiarità risiede nella scelta operata direttamente da 200 librai e bancarellai italiani, sottolinea un legame autentico tra l’opera e coloro che quotidianamente la propongono ai lettori. Questo meccanismo di selezione, che privilegia il “successo di merito e di vendita”, conferisce al Premio Bancarella un’aura di autenticità e un’importanza strategica nel mercato editoriale.
Il romanzo di Gentile, pubblicato da Feltrinelli nel 2025, ha conquistato i voti con la sua storia di Lucilla, una donna che, giunta a un bivio esistenziale, decide di stravolgere la propria vita trasferendosi in un piccolo borgo delle Alpi Marittime. Questa scelta, apparentemente radicale, si rivela un viaggio interiore, un percorso di rinascita personale e di ricerca di autenticità. La narrazione esplora il momento cruciale in cui si abbandonano le aspettative altrui per abbracciare la propria strada, un messaggio universale che tocca le corde di molti lettori contemporanei. La vittoria di Gentile, con 179 preferenze, ha superato gli altri cinque finalisti, tra cui Felicia Kingsley con Scandalo a Hollywood (150 voti) e Gianlivio Fasciano con Mi chiamo Ruggine (125 voti). A completare la sestina dei candidati c’erano Annalisa Menin con L’Anna che verrà (119 voti), Roberta Recchia con Io che ti ho voluto così bene (114 voti) e Paolo Ruffini con Io sono perfetto (109 voti).
Lucilla tra montagne e riscoperta di sé

Al centro de La volta giusta si snoda la vicenda di Lucilla, una protagonista che incarna la ricerca di un nuovo inizio e la volontà di confrontarsi con un passato irrisolto. La sua decisione di lasciare la vita precedente per un piccolo paese a milleduecento metri di altitudine, con sole quindici anime più due (di cui una in ritardo), non è una fuga, ma un atto di coraggio. Lucilla si ritrova improvvisamente sola, immersa in una realtà che non aveva scelto, vincolata da un accordo che prevedeva la presenza di due persone. Questa condizione la costringe a una profonda riflessione: fingere di essere in due o imparare a contare esclusivamente su se stessa?
Il romanzo dipinge un quadro vivido delle sfide e delle scoperte che attendono Lucilla in questo nuovo ambiente. Deve confrontarsi con ritmi di vita diversi, con un dialetto sconosciuto, con la burocrazia di un piccolo comune e, soprattutto, con relazioni umane che la spingono a guardarsi dentro. L’interazione con figure come Eliseo, custode delle usanze locali; Nives, esperta di erbe e madre tenace; un enigmatico giapponese che comunica tramite un dispositivo di traduzione simultanea; e Libero, un architetto diviso tra la quiete alpina e il caos urbano, si rivela cruciale. Questi incontri, spesso inaspettati, la aiutano a navigare tra le complessità della sua nuova esistenza. La stagione fredda, con le sue condutture congelate e i fantasmi del passato che riemergono, suggerisce che ognuno custodisce un segreto e che ogni esistenza, sebbene apparentemente impeccabile, è intessuta di luci e ombre. Con l’arrivo della primavera, Lucilla inizia a comprendere che la vera “volta giusta” non è una scelta tra città e montagna, o tra essere soli o in coppia, ma una questione di sintesi personale.
Il Bancarella, un premio con un santo
Il Premio Bancarella, nato nel 1952 in Lunigiana, si distingue nel panorama letterario italiano per la sua storia unica e la sua intrinseca connessione con il mondo dei librai. Le sue radici affondano nella tradizione dei librai ambulanti di Pontremoli, in Toscana, i quali, per decenni, hanno diffuso la cultura viaggiando tra città e paesi con le loro bancarelle. Questa peculiarità, ovvero la scelta del vincitore da parte di chi i libri li legge, li consiglia e li mette quotidianamente nelle mani dei lettori, conferisce al premio un valore democratico e popolare. Ancora oggi, la cerimonia di premiazione si tiene ogni estate a Pontremoli, e il riconoscimento è una statuetta che raffigura San Giovanni di Dio, il santo patrono dei librai, simbolo di una tradizione che continua a rinnovarsi.
L’albo d’oro del Bancarella è un vero e proprio pantheon della letteratura mondiale. Nel 1953, ad esempio, il premio fu conferito per la prima volta a Ernest Hemingway per il suo celebre romanzo Il vecchio e il mare. Negli anni successivi, il premio ha anticipato riconoscimenti di portata globale, come nel caso di Boris Pasternak, premiato per Il dottor Živago prima del Nobel, e Isaac Bashevis Singer con La famiglia Moscat, anch’egli insignito del Nobel in seguito. Tra gli scrittori italiani, spiccano figure del calibro di Umberto Eco, Carlo Cassola e Andrea Camilleri, a testimonianza della capacità del Bancarella di intercettare e valorizzare le voci più significative della narrativa, sia nazionale sia internazionale.
Per orientarsi fra testo e contesto
Il tema della rinascita e del cambiamento, così centrale ne La volta giusta, è un filo rosso che attraversa gran parte della produzione di Lorenza Gentile. Le sue storie spesso parlano della ricerca di un equilibrio interiore, della necessità di confrontarsi con le proprie scelte e della forza di reinventarsi.
Nata a Milano nel 1988, Lorenza Gentile ha esordito nel 2014 con Teo (Feltrinelli), dimostrando fin da subito una sensibilità narrativa particolare. Negli anni successivi, ha continuato a costruire un rapporto solido con i lettori attraverso opere come La felicità è una storia semplice (Feltrinelli, 2017), Le piccole libertà (Feltrinelli, 2021) e Le cose che ci salvano (Feltrinelli, 2023). Più recentemente, nel 2024, ha pubblicato Tutto il bello che ci aspetta (Feltrinelli), confermando una prolificità e una coerenza tematica che la rendono una voce riconoscibile della narrativa contemporanea.





