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Teatro Oscar e Angeli novembre

Teatro Oscar e Angeli: ecco la programmazione di novembre

Giacomo Poretti debutta alla regia; inaugurazione della rassegna “Insolenti”, dedicata alle drammaturgia contemporanee; arriva la Beckettiana per abilità differenti...
  • La programmazione di novembre 2026 dei Teatri Oscar e degli Angeli prevede una ricca rassegna di appuntamenti.
  • Dal 5 all’8 novembre 2026, il Teatro degli Angeli inaugura “Insolenti”, una nuova rassegna dedicata alle drammaturgie contemporanee.
  • Dal 25 al 29 novembre 2026, il Teatro Oscar ospita Bobby, opera che segna il debutto alla regia di Giacomo Poretti.

Il panorama teatrale contemporaneo milanese si arricchisce a novembre 2026 di un percorso di programmazione condiviso tra il Teatro Oscar e il Teatro degli Angeli. L’offerta dei due spazi si articola attorno a direttrici tematiche: il debutto alla regia drammaturgica, l’analisi clinica e filosofica delle emozioni, la rilettura dei classici del Novecento e la nascita di nuovi contenitori dedicati agli sguardi emergenti.

Il debutto alla regia di Giacomo Poretti

Dal 25 al 29 novembre 2026, il palcoscenico del Teatro Oscar ospita Bobby, opera che segna il debutto alla regia di Giacomo Poretti. Scritto e interpretato insieme a Francesco Brandi e Ippolita Baldini, lo spettacolo adotta un registro d’impronta surreale per esplorare le fragilità della vita adulta e il divario strutturale tra la percezione pubblica dell’individuo e la sua dimensione intima.

La drammaturgia segue la figura di Giacomo, un uomo di quarant’anni integrato nelle sovrastrutture sociali ed economiche della quotidianità – un impiego, un nucleo familiare, un mutuo -, le cui certezze vengono incrinate dal confronto con il pupazzo Bobby. In quanto alter ego privo di condizionamenti e filtri sociali, l’elemento inanimato innesca una riflessione sul bisogno di condivisione e sulla vulnerabilità dell’esperienza contemporanea.

Gli “Insolenti” al Teatro degli Angeli

Dal 5 all’8 novembre 2026, il Teatro degli Angeli inaugura “Insolenti”, una nuova rassegna curata dal direttore artistico junior Gianmarco Bizzarri e dedicata alle drammaturgie contemporanee, alla ricerca scenica e agli sguardi non addomesticati. Il progetto si propone di offrire uno spazio strutturato alle voci che indagano sulle inquietudini del presente e sul senso di estraneità generazionale.

A inaugurare la sezione è Assetati (Assoiffés), testo del 2006 dell’autore libano-canadese Wajdi Mouawad, nella messinscena diretta e interpretata da Davide Pascarella (progetto vincitore della terza edizione del Premio Leo de Berardinis per artisti e compagnie under 35, prodotto dal Teatro di Napoli – Teatro Nazionale in collaborazione con Ama Factory). La drammaturgia, tradotta con la consulenza di Édouard Pénaud, vede Pascarella prestare il proprio corpo scenico a tre distinti personaggi i cui percorsi si intrecciano in un ambiente indeterminato tra cronaca e finzione.

L’opera affronta i temi dell’isolamento giovanile, del dolore e del valore della ricerca artistica come strumento di salvezza. La programmazione della rassegna “Insolenti” proseguirà nei mesi successivi con i seguenti titoli in cartellone:

  • Quando sarò immortale (15 – 18 dicembre 2026): di Bianca Montanaro, con Giulia Villa. Un’indagine sul valore dell’esistenza condotta attraverso la prospettiva di un angelo custode di fronte al tema del suicidio.
  • Un comune immortale (14 – 17 gennaio 2027): di e con Alessandro Colombo. Una rilettura della figura di Andre Agassi e del complesso rapporto padre-figlio nella costruzione del talento sportivo.
  • Efesto cascau do’ cielu (5 – 7 marzo 2027): di e con Salvo Drago. La riscrittura mitologica della figura di Efesto come incarnazione dell’emarginazione e della diversità.
  • Mai più Majorana (15 – 17 aprile 2027): di e con Anna Manella e Francesco Maruccia (co-autore Leonardo Castellani). Un viaggio analitico attorno alla scomparsa del fisico Ettore Majorana.

La memoria storica e la violenza politica

La programmazione del Teatro Oscar prosegue dal 13 al 15 novembre 2026 con La morte e la fanciulla, celebre testo del drammaturgo cileno Ariel Dorfman, interpretato da Elena Bucci e Marco Sgrosso, reso celebre dall’omonimo film del 1994 diretto da Roman Polański.

La vicenda, ambientata in un Paese indistinto all’indomani della caduta di un regime dittatoriale, analizza le implicazioni etiche legate al passaggio dalla violenza di Stato alla ricostruzione democratica. Attraverso l’incontro casuale tra la protagonista Paulina e il medico Roberto Miranda – riconosciuto dalla donna come il proprio aguzzino durante la prigionia -, il testo affronta il confine tra giustizia, vendetta privata, memoria storica e oblio.

Teatro e diversità nell’universo beckettiano

Nell’ambito della rassegna “Oltre le barriere”, focalizzata sull’esplorazione dei limiti umani e dell’accessibilità, il Teatro degli Angeli presenta dal 19 al 22 novembre 2026 lo spettacolo Beckettiana.

Il progetto, diretto da Maurizio Lupinelli, nasce dalla collaborazione tra Nerval Teatro e la scuola di formazione teatrale aperta alla disabilità Casa Teatro Umanamente. L’allestimento attraversa la produzione di Samuel Beckett e di capisaldi quali Finale di partita, Giorni felici e Aspettando Godot, trasformando il palcoscenico in un luogo di ricerca integrata dove il linguaggio verbale e corporeo si ridefinisce attraverso l’incontro tra abilità differenti.

Un approfondimento clinico-teatrale

L’11 novembre 2026 si tiene al Teatro Oscar il secondo appuntamento del ciclo “Il Teatro della Mente”, ideato e curato da Daniela Cristofori. La rassegna propone una struttura a innesto che affianca la lettura e l’analisi di testi drammaturgici al contributo delle scienze umane e della medicina specialistica.

La serata è incentrata sul tema della vergogna e sul suo impatto nella costruzione dell’immagine di sé e nelle relazioni interpersonali. L’analisi teorica e scenica si avvale dell’intervento di Mauro Percudani, direttore del Dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze dell’Ospedale Niguarda di Milano, chiamato a tracciare un quadro clinico-relazionale attorno all’affetto analizzato.


Per approfondire:
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