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Giovanna Botteri inchiesta

Il libro-inchiesta di Giovanna Botteri sulle donne che resistono

«Soffiando nel vento», il primo saggio scritto dalla nota giornalista, è un’opera incentrata su diverse figure femminili che hanno deciso di non demordere.
  • Soffiando nel vento. Donne che non demordono di Giovanna Botteri è stata definita «un’inchiesta confidenziale» sulle donne in Italia.
  • Viene reso omaggio alla memoria di Marjane Satrapi, le cui parole hanno ispirato il titolo del saggio.
  • Nel libro si parla anche della vicenda di Gisèle Pelicot, che ha deciso di rendere pubblica la sua storia di violenze in Francia.

Giovanna Botteri, giornalista nota per la sua lunga carriera come corrispondente Rai all’estero e ora inviata per il programma “In altre parole” su La7, ha recentemente pubblicato il suo primo libro, Soffiando nel vento. Donne che non demordono (Solferino). Un’opera, definita dall’editore «inchiesta confidenziale», che scava nelle pieghe dell’Italia contemporanea, rivelando il volto di un Paese che resiste e si rigenera attraverso la forza inesauribile delle sue donne. Il libro da un lato offre un modello di saggistica che fonde l’accuratezza giornalistica con una profonda empatia; dall’altro, propone un’analisi sociale che valorizza il ruolo spesso invisibile ma fondamentale delle donne nella costruzione di una società più giusta e libera.

Soffiando nel vento è un inno alla tenacia femminile, un coro di voci che, pur diverse per provenienza ed esperienza, sono unite da un filo di resistenza e speranza. Milioni di donne italiane, nonostante le difficoltà economiche, continuano a lottare con una forza d’animo straordinaria. È il caso di Silvia, citata nell’incipit del libro, che si imbarca nella missione della Global Sumud Flotilla usando le sue ferie per diventare il simbolo di un’Italia che non si arrende.

Silvia ha due lavori, passa 12 ore fuori casa e ha sette euro sul conto, e si considera fortunata.

L’inchiesta a più voci di Giovanna Botteri

Il saggio si nutre di una pluralità di esperienze, spaziando dalla memoria storica della Resistenza alle sfide più attuali. Tra le figure evocate, spicca Mirella Alloisio, la partigiana “Olga”, che nel lontano 1945, a Genova, assistette alla sfilata dei soldati tedeschi disarmati. La sua intera esistenza è stata dedicata a trasmettere alle nuove generazioni il valore irrinunciabile della libertà e della democrazia, un monito costante contro l’oblio e l’indifferenza. Accanto a queste figure storiche, Botteri introduce personaggi contemporanei che incarnano la stessa volontà indomita. C’è Dalia, che dopo un gravissimo incidente, ha deciso di lasciare in eredità i suoi averi alle Cucine Popolari e ad altre organizzazioni, trasformando il dolore in un gesto di generosità.

C’è Aya, una rifugiata giunta in Italia grazie ai corridoi umanitari, che ha saputo riscattarsi diventando ricercatrice all’Università di Siena. E poi, ancora, la fotografa rivoluzionaria Tina Modotti, le donne di Niscemi, che si battono contro l’abbandono dello Stato, e quelle della Romagna che resistono all’alluvione. Tutte storie intrecciate con maestria che compongono un affresco vivido e toccante dell’Italia di oggi. La grandezza di queste donne risiede nella capacità di custodire la fiammella della speranza, proteggendola affinché non si spenga.

Il vento di Marjane Satrapi e Bob Dylan

L’ispirazione per Soffiando nel vento trae origine da una riflessione di Marjane Satrapi, fumettista e regista franco-iraniana, autrice di Persepolis, scomparsa nel giugno 2026:

Le donne fermano il vento. Danno la vita e la difendono. Combattono senza clamore e gridano con veemenza quando serve. Loro sono libertà. Ascolta le loro voci, capirai anche la tua.

Giovanna Botteri ha rivelato di aver letto Satrapi fin dalle sue opere iniziali, catturata dalla sua esperienza di essere una giovane donna in Iran, dal suo confronto con l’Occidente e dalla sua dedizione alla lotta per le donne rimaste nel suo Paese. Satrapi, attraverso le conversazioni con la madre e la nonna, la propria storia e i propri disegni, ha offerto un modo intimo e potente per raccontare un Paese, e Botteri ha riconosciuto in questo approccio la chiave per andare alla scoperta dell’universo femminile italiano. La notizia della morte di Satrapi, giunta proprio mentre Botteri iniziava a scrivere il libro, ha rafforzato il desiderio di renderle omaggio.

Questa ispirazione è rafforzata dalla celebre canzone di Bob Dylan, Blowin’ in the wind, utilizzata per richiamare l’attenzione su quelle evidenti ingiustizie che la collettività è troppo spesso incline a trascurare. Il titolo stesso del libro, Soffiando nel vento, è una evidente citazione della canzone: un invito a non distogliere lo sguardo dalle domande fondamentali sulla giustizia, sulla libertà e sulla dignità umana.

Giovanna Botteri incontra Gisèle Pelicot

All’inchiesta sulle donne italiane, Giovanna Botteri unisce quella su alcune figure internazionali, come Gisèle Pelicot, alla cui vicenda nel 2025 la figlia Caroline Darian ha dedicato un libro. La giornalista, che ha seguito la storia fin dall’inizio, quando si trovava in Francia, racconta con profonda emozione il loro incontro: «Ero estremamente ansiosa prima di incontrarla; di fronte a qualcuno che ha vissuto un’esperienza tanto terrificante, è difficile sapere come comportarsi». Tuttavia, l’incontro ha ribaltato ogni sua aspettativa. Ha trovato una donna gentile e sorridente, con una nuova relazione sentimentale. Gisèle le ha rivelato che «tutto quello che le era stato fatto non aveva toccato la sua anima».

La capacità di Gisèle di guardare avanti, senza lasciare che l’odio, il rancore e la rabbia oscurassero la possibilità di vivere nuove esperienze, è un esempio luminoso di autodeterminazione. L’intervista di Giovanna Botteri a Gisèle Pelicot, avvenuta a Roma, ha ulteriormente approfondito i motivi che hanno spinto Gisèle a celebrare pubblicamente il processo contro il marito e gli altri uomini coinvolti, tutti insospettabili. Gisèle ha spiegato a Botteri come ha combattuto per riottenere il controllo del suo corpo, trasformando la sua esperienza personale in una battaglia collettiva per la giustizia e la dignità.

La scelta di Gisèle di non perdere la fiducia negli uomini, nonostante le atrocità subite, è un ulteriore segno della sua capacità di distinguere tra le azioni individuali e la natura umana in generale. La sua storia, inserita nel contesto dell’inchiesta di Giovanna Botteri, rappresenta un potente strumento per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla violenza di genere e sulla necessità di un cambiamento culturale.

Per orientarsi fra testo e contesto

Ciò che emerge nell’inchiesta di Giovanna Botteri non è tanto l’aggregazione aneddotica di diverse vicende, bensì un’autentica radiografia sociale e politica dell’Italia contemporanea. Un Paese nel quale le donne si ritrovano spesso a dover portare il peso maggiore delle responsabilità assistenziali in un clima caratterizzato da instabilità costante e assenza di riconoscimento istituzionale. Ecco perché Soffiando nel vento penetra profondamente nel tessuto del dibattito sociale attuale, fino a diventare la testimonianza necessaria che occorre guardare per riconoscere la forza silenziosa ma inarrestabile che anima milioni di donne ogni giorno.


Articolo ibrido in cui i contenuti selezionati dall’AI sono stati rivisti da un essere umano.(scopri di più)
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