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- Alzarsi all’alba di Mario Calabresi invita a riscoprire il valore del tempo e della pazienza, ricordando che il successo è spesso il frutto di un percorso faticoso.
- Il libro parla della fatica come antidoto alla superficialità attraverso storie di persone che, con il loro impegno, tessono la trama del mondo.
- Un brano tratto dal libro è stato scelto come traccia per la Maturità 2026, segno di un cambiamento che sta attraversando il mondo della scuola.
Alzarsi all’alba di Mario Calabresi, uscito a settembre 2025 per Mondadori, è una raccolta di storie che aiuta a riscoprire la necessità dell’impegno quotidiano. Un antidoto alla superficialità e alla cultura del “tutto e subito”. L’episodio principale che ha ispirato la nascita del libro è particolarmente significativo. Calabresi racconta di aver incontrato una giovane donna di nome Veronica, con entrambi i piedi amputati a metà, che si apprestava a fare il bagno in mare. La sua determinazione e la sua gioia di vivere, nonostante l’handicap, sono sintetizzate nella frase: «La fatica la devi adorare». Una frase che è diventata il fulcro del libro.
Un brano tratto da Alzarsi all’alba è stato scelto come traccia per la Maturità 2026. Il fulcro del volume, e la ragione principale della sua selezione, risiede nella sua profonda e meditata riflessione sulla fatica. Non la fatica intesa come mero sforzo fisico o privazione, ma come dedizione, costanza, pazienza e tenacia. Calabresi, con una lucidità disarmante, traccia un parallelismo tra il Novecento, secolo di liberazione da fatiche disumane, e il presente, un’epoca in cui la fatica, anche quella nobile e costruttiva, sembra essere passata di moda, quasi un concetto obsoleto da cui affrancarsi. La parola stessa è stata progressivamente estromessa dal vocabolario quotidiano, assumendo una connotazione esclusivamente negativa. La sua è una critica pungente a una società che ha smarrito il valore intrinseco dell’impegno, della perseveranza, della costruzione lenta e meticolosa.
Le storie di Alzarsi all’alba di Calabresi

L’autore, che ha diretto quotidiani di rilievo come La Stampa (dal 2009 al 2015) e La Repubblica (dal 2016 al 2019), in Alzarsi all’alba abbandona la cronaca per abbracciare la narrazione, offrendo ai lettori un’opera intima e riflessiva, che nasce dall’esigenza personale di dare un nuovo significato alla parola “fatica”.
Il libro si compone di una serie di ritratti di persone comuni, eroi silenziosi che, con il loro lavoro e la loro passione, contribuiscono a rendere il mondo un posto migliore. Tra le sue pagine incontriamo un cardiochirurgo costretto a rinunciare alla sua professione a causa del Parkinson, un allenatore che educa i bambini ai valori della lealtà e della tenacia, un marito che si prende cura della moglie malata, una donna che si dedica alla pulizia del cimitero per rendere omaggio ai defunti, un maestro di pianoforte che abbandona la musica per aiutare il padre nell’azienda agricola e una restauratrice che con pazienza infinita si impegna a preservare la bellezza del passato.
Queste storie, apparentemente semplici, sono in realtà un concentrato di umanità. Sottolineano il fatto che la vita è fatta anche di sacrificio e dedizione, ingredienti attraverso i quali è possibile raggiungere una vera realizzazione personale. L’autore non idealizza la fatica, ma la presenta come una componente essenziale dell’esistenza, un motore che spinge a superare i propri limiti per dare il meglio di sé stessi.
Il valore del tempo e della pazienza
In un’epoca dominata dalla velocità e dall’immediatezza, Alzarsi all’alba di Calabresi è uno stimolo a riscoprire il valore del tempo e della pazienza. Le storie raccontate nel suo libro mostrano come la dedizione e la costanza siano fondamentali per raggiungere i propri obiettivi e per dare un senso alla vita. L’autore ricorda che non esistono scorciatoie e che il successo, quando arriva, è frutto di un lungo e faticoso percorso.
Calabresi sottolinea l’importanza di non arrendersi di fronte alle difficoltà e di continuare a lottare per ciò in cui crediamo. In quest senso, Alzarsi all’alba è un inno alla resilienza, parola che, per quanto abusata, in questo caso è del tutto pertinente all’argomento. Il giornalista rievoca anche i ricordi della sua infanzia, in particolare quelli legati alla figura della nonna, che nonostante l’età avanzata continuava a svolgere una serie di compiti quotidiani con umiltà e perseveranza. Un esempio di dedizione e di amore per la vita a cui guardare anche oggi.
Un libro nato per le nuove generazioni
Il libro, come lo stesso Calabresi ha avuto modo di raccontare, nasce da un incontro con un gruppo di maturandi ai quali, con spirito provocatorio, il giornalista augurò di «fare tanta fatica» nella vita. La scelta di uno dei passi di Alzarsi all’alba per l’esame di maturità di quest’anno può essere interpretata come un passo significativo verso l’apertura della scuola al dibattito pubblico e alle tematiche che permeano la società attuale. La saggistica d’attualità, per sua natura, invita alla riflessione, al confronto di idee, all’interpretazione del reale, competenze fondamentali per i cittadini del ventunesimo secolo.
Tuttavia, tale scelta non è esente da perplessità e interrogativi. Non sono mancate, e continueranno a non mancare, voci critiche che si interrogano sulla pertinenza e sull’opportunità di proporre testi così strettamente legati alla cronaca. La principale preoccupazione riguarda la potenziale politicizzazione dell’esame. Temi d’attualità, infatti, possono essere intrinsecamente legati a posizioni ideologiche o a visioni del mondo specifiche, rischiando di influenzare indebitamente il giudizio degli studenti o di esporli a un confronto con argomenti per i quali non hanno ancora gli strumenti critici adeguati. Inoltre, la saggistica contemporanea si differenzia per stile e struttura dalle opere letterarie o filosofiche tradizionalmente proposte, sollevando questioni sulla preparazione dei docenti e sulla capacità degli studenti di affrontare un genere testuale con cui potrebbero avere poca familiarità.
Il dibattito sulla scelta di Alzarsi all’alba
Il dibattito sulla scelta di Alzarsi all’alba di Calabresi si acuisce quando lo si pone in relazione con il canone tradizionale delle tracce d’esame. Per decenni, la Maturità ha attinto a un repertorio consolidato di autori della letteratura italiana e straniera, da Dante a Leopardi, da Pirandello a Ungaretti, affiancati da saggi di carattere filosofico, storico o scientifico che hanno segnato tappe fondamentali del pensiero umano. L’ipotesi, avanzata in alcune analisi, di un confronto con figure come Pavese, con la sua indagine esistenziale sulla solitudine e sulla provincia, o con le istanze di pensatori come Furedi, noto per le sue critiche all’attuale cultura della paura, o ancora con l’eredità storica e civica dell’Assemblea Costituente, offre uno spunto per comprendere la portata della “deviazione” rappresentata dalla selezione di un testo come Alzarsi all’alba.
Il canone tradizionale, pur nella sua indiscutibile importanza per la trasmissione di un patrimonio culturale condiviso, può talvolta apparire distante dalle urgenze e dalle sensibilità delle nuove generazioni. La sfida risiede nel trovare un equilibrio tra la salvaguardia di questa eredità e l’apertura a nuove prospettive. Non si tratta di abbandonare i classici, ma di affiancarli con voci contemporanee che possano fungere da ponte tra il passato e il presente, rendendo la cultura un dialogo vivo e dinamico. La saggistica d’attualità, in questo senso, può svolgere un ruolo cruciale, offrendo chiavi di lettura per il mondo che ci circonda, senza per questo rinunciare alla profondità e alla complessità che caratterizzano le grandi opere del passato.
Per orientarsi fra testo e contesto
Nel dibattito sorto attorno alla traccia della Maturità, la questione non è se un testo di Calabresi sia “migliore” o “peggiore” di uno di Pavese o di un’analisi dell’Assemblea Costituente, ma piuttosto se la scuola debba aprirsi a una pluralità di voci e di generi, riconoscendo che la conoscenza e la comprensione del mondo passano anche attraverso la lettura critica del presente. Un’eccessiva chiusura al contemporaneo rischia di rendere la scuola un’isola avulsa dalla realtà, incapace di dialogare con gli studenti e di prepararli alle sfide che li attendono.
Al contempo, una totale subordinazione alle mode e alle tendenze rischierebbe di svalutare il ruolo della tradizione e la profondità del pensiero che solo i grandi maestri possono offrire. La scelta di Alzarsi all’alba, con il suo messaggio universale sulla fatica e sulla costruzione di sé, tenta di percorrere questa via di mezzo, cercando di coniugare la pertinenza del presente con la profondità di un tema che attraversa i secoli.
Articolo pubblicato il 28 ottobre 2025 e aggiornato il 19 giugno 2026








