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- Riconquistare menti e cuori nasce dall’esperienza di Pietro Francesco Dettori all’interno del Movimento 5 Stelle.
- Nel maggio 2025, Dettori ha cofondato DORS Media, il cui primo progetto - Esperia - punta ad affrontare la guerra narrativa che investe l’Occidente.
- L’autore evidenzia come le autocrazie dimostrino un’efficacia superiore nell’uso degli strumenti digitali rispetto alle democrazie.
Riconquistare menti e cuori. L’Occidente sul campo di battaglia digitale di Pietro Francesco Dettori (Rubbettino, 2026) intende essere una bussola per orientarsi nella complessa guerra “immateriale” di oggi. Il volume trae origine dall’esperienza di Dettori nel cuore della comunicazione politica italiana. L’autore, figura chiave all’interno del Movimento 5 Stelle al fianco di Gianroberto Casaleggio, ha vissuto in prima persona la trasformazione del rapporto tra potere e consenso nell’era dei social media. Questa esperienza, maturata negli anni in cui la comunicazione digitale aveva assunto un ruolo preponderante nella politica, ha fornito a Dettori una prospettiva privilegiata sulle dinamiche in gioco.
Nel maggio 2025, Dettori ha cofondato DORS Media. Esperia, il suo primo progetto editoriale, è nato con l’obiettivo di affrontare consapevolmente la guerra digitale che investe l’Occidente. Il saggio Riconquistare menti e cuori rappresenta una sintesi delle riflessioni maturate in questo contesto, con una chiave di lettura che può a servire a comprendere le sfide e le opportunità che si presentano alle democrazie odierne. Per sapere chi c’è dietro il progetto e quali siano le sue attività, si rimanda alla ricostruzione puntuale fatta da Wired in questo articolo.
La battaglia digitale fra autocrazie e democrazie
Il fulcro dell’opera risiede nell’affermazione secondo cui le autocrazie evidenziano un’efficacia superiore nell’impiego degli strumenti narrativi rispetto alle democrazie stesse. Questo scarto, come chiarisce Dettori, impone una nuova consapevolezza strategica unitamente alla necessità di delineare un “racconto” occidentale privo di complessi d’inferiorità. Pertanto, il testo appare come una sorta di invito alla conversione dell’esperienza in metodo: quel medesimo metodo riconducibile ai successi ottenuti dal M5S e attualmente alla base del progetto Esperia.
Nell’analisi svolta da Dettori emerge con chiarezza che il vero campo di battaglia non riguarda tanto il potere materiale quanto piuttosto la conquista delle menti e dei cuori delle persone. In un contesto storico caratterizzato dalla preponderanza dell’informazione distribuita tramite dispositivi mobili, diventa cruciale per l’Occidente elaborare strategie comunicative forti ed avvedute. Solo così è possibile opporsi alle narrazioni orchestrate dai regimi autocratici.
- 💡 Un'analisi lucida e necessaria per affrontare le sfide......
- 🤔 Davvero le autocrazie sono più efficaci nella comunicazione......
- 🌍 Forse dovremmo ripensare il concetto di 'vittoria' nella guerra......
Una guerra ibrida in cui a perdere è l’Occidente
Negli ultimi anni abbiamo assistito a un autentico salto qualitativo nel campo della guerra ibrida, secondo Dettori. Un fenomeno che ha assunto una dimensione sistematica. L’autore segnala la crescente vulnerabilità dell’Occidente nei confronti dello storytelling proposto da regimi autocratici quali Cina e Russia. Ad esempio, queste ultime hanno saputo approfittare delle dinamiche social per diffondere messaggi efficaci attraverso campagne pro-pal che hanno trovato ampio consenso online.
Ecco perché il libro ambisce a mettere ordine nella complessità del presente, offrendo interpretazioni chiare e risposte pratiche. Lo scopo di Esperia è proprio questo: una creazione informativa d’avanguardia capace di coinvolgere attivamente gli utenti tramite i loro smartphone. Secondo Dettori, la sfida contemporanea, oltrepassando le mere questioni geopolitiche, coinvolge aspetti culturali fondamentali. Per l’Occidente è indispensabile elaborare un piano strategico globale nella comunicazione, affinché possa ribattere efficacemente contro quei discorsi ostili che prescindono dal rispetto della verità fattuale.
Per orientarsi fra testo e contesto
Il saggio di Dettori è una riflessione sulla guerra dell’informazione e sottolinea la necessità di dover difendere i valori democratici nell’era digitale. La sua analisi, basata sull’esperienza diretta sul campo, propone spunti di riflessione per chiunque sia interessato a comprendere le dinamiche del potere e del consenso nell’era dei social media. In un’epoca in cui la disinformazione e la propaganda rappresentano una minaccia crescente, è fondamentale che le democrazie si dotino degli strumenti necessari per contrastare le fake news e promuovere una visione del mondo basata sulla verità e sulla libertà.
Ha scritto l’autore in post su Facebook: «Ho visto nascere tanti anni fa un modo nuovo di fare comunicazione accanto a Gianroberto e Beppe, quando i social non se li filava nessuno. Ancora oggi il loro utilizzo non è pienamente compreso dalle istituzioni, dall’informazione, dalle grandi aziende. Lo hanno compreso invece benissimo i regimi autocratici. Russia, Cina, Iran su tutti. Che inondano i nostri smartphone con contenuti anti-occidentali, veicolo di narrazioni efficaci e pervasive. L’Occidente è rimasto indietro. Si racconta solo sui vecchi media, che funzionano sempre meno e son seguiti da un pubblico sempre più ristretto. Negli ultimi anni la guerra ibrida è diventata sistemica e più pericolosa. L’Occidente si limita smentire le fake news. Non basta più.
Questo libro invita a reagire. A riconquistare menti e cuori.
A ricordarci chi siamo. A raccontare l’amore per la nostra civiltà.
E a farlo utilizzando gli strumenti giusti».





