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Storia di Biancaluna e di quello che sarebbe potuto accadere

Il romanzo di Chicca Maralfa, ispirato a fatti reali, ruota attorno al principio delle “sliding doors” imboccando le quali il destino può portare in opposte direzioni.
  • Biancaluna di Chicca Maralfa trae ispirazione da un fatto di cronaca avvenuto del 2017 sulla costa di Monopoli.
  • La storia si sviluppa su due piani temporali distinti, uno reale e un altro ipotetico, che ruotano attorno al concetto di sliding doors.
  • Il libro offre uno spaccato della condizione femminile in una società che spesso relega le donne a un ruolo secondario.

L’eco di un dramma inespresso risuona nelle pagine di Biancaluna di Chicca Maralfa (Les Flâneurs), un romanzo che si apre con una scena lacerante: il ritrovamento di una neonata esanime su una spiaggia pugliese. È la primavera del 1999. La piccola, nata da un amore nascosto e proibito, viene alla luce dal corpo di Caterina, una giovane operaia afflitta da problemi psichici, il cui destino si lega tragicamente a quello del suo principale, il proprietario dell’industria conserviera dove lavora.

I poliziotti chiamano la neonata Biancaluna, un nome evocativo che richiama la luna piena che irradiava la notte della sua nascita. A pochi giorni dal parto, Caterina spira, lasciando una serie di quesiti irrisolti. Chicca Maralfa è anche giornalista e la sua storia trae ispirazione da un fatto di cronaca realmente accaduto nel 2017 sulla costa di Monopoli, in provincia di Bari.

Biancaluna, un romanzo a porte girevoli

Il romanzo si articola su due piani temporali paralleli, separati da un intervallo di quindici anni. Il primo piano temporale è legato alla cronaca, al tragico ritrovamento della neonata e al decesso di Caterina. Il secondo piano temporale, invece, si apre a uno scenario ipotetico, in cui si immagina che Biancaluna sia sopravvissuta, diventando un’adolescente inquieta, cresciuta all’ombra di una madre fragile e segnata dall’assenza della figura paterna.

La struttura narrativa del romanzo ricorda il principio delle sliding doors, delle porte girevoli della vita che possono indirizzare eventi, persone e cambiamenti in un senso o in un altro a seconda del loro sbocco. Scrive infatti Maralfa: «Tra le infinite possibilità esiste sempre un confine sottile: l’istante in cui il destino sceglie quale strada percorrere. Un soffio che può farsi vita o morte».

Cosa ne pensi?
  • Un romanzo toccante che celebra la resilienza femminile... 💖...
  • La trama mi sembra un po' troppo melodrammatica... 🤔...
  • E se Biancaluna fosse un simbolo della Puglia stessa... 💭...

Quando la maternità è vissuta in solitudine

Biancaluna, oltre a evocare il concetto di destino con le ripercussioni annesse in funzione delle nostre decisioni, affronta con delicatezza il tema della debolezza della psiche umana che spesso incide profondamente sull’andamento di un’esistenza.

Il romanzo si inoltra anche nella vulnerabilità dell’adolescenza, un’età di trasformazioni e incertezze che deve tenere conto di aspettative sociali talvolta enormi. Ma il tema centrale del romanzo resta quello della maternità, analizzata in tutte le sue sfaccettature: la maternità voluta, la maternità incompiuta, la maternità negata. Maralfa si sofferma sulla complessità di questo ruolo, soprattutto quando viene vissuto in solitudine, quando le donne si ritrovano a sostenere il peso di tutte le responsabilità, senza poterle condividere con nessuno.

Un’indagine sulla condizione femminile

Il romanzo di Chicca Maralfa vuole essere un’indagine lucida e impietosa sulla condizione femminile in una società che sovente confina le donne in un ruolo secondario, privandole della possibilità di esprimere pienamente il loro potenziale. La storia di Caterina e di Biancaluna è una storia di patimento, di speranza e di disillusione, che spinge a interrogarsi sul valore dei rapporti umani e sulla responsabilità a cui ciascuno è chiamato.

Il libro riflette sulle dinamiche di potere che regolano le relazioni e sui pregiudizi e gli stereotipi che ancora oggi influenzano la vita delle donne. Pregiudizi e stereotipi che soprattutto al Sud tardano a estinguersi, in un contesto dove la bellezza dei paesaggi contrasta con la durezza della vita e con le difficoltà economiche.

Per orientarsi fra testo e contesto

Giornalista professionista, Chicca Maralfa attualmente è responsabile dell’ufficio stampa di Unioncamere Puglia. Ha collaborato per La Gazzetta del Mezzogiorno, Ciao 2001 e Music, Antenna Sud e Rete 4. Ha esordito nella narrativa nel 2018 con il racconto “L’amore non è un luogo comune”.

Biancaluna è il quinto romanzo di Chicca Maralfa che, in precedenza, ha pubblicato romanzi Festa al trullo, Il segreto di Mr Willer, Lo strano delitto delle sorelle Bedin e Il delitto della montagna.


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